Archivi del mese: aprile 2011

Pizza Time !

Eccoci alle prese con uno dei più tradizionali piatti nazionalpopolari: la pizza !

Dopo anni e anni di sperimentazioni e ricette complicatissime (che includevano tra l’altro l’uso di latte, olio, zucchero, acqua frizzante…) alla fine siamo arrivati ad avere una buona pizza con una ricetta semplicissima:

  • mezzo chilo di farina (io uso quella “migliorata” per la pizza del Molino Spadoni)
  • sale
  • mezzo cubetto di lievito
  • 300 ml circa di acqua tiepida
  • un paio di cucchiai di olio EVO

Impasto il tutto, faccio lievitare almeno 2 ore, poi divido l’impasto in palline da 250-300 grammi ciascuna, che mia moglie stende manualmente su apposite teglie.

Chiaramente il bello della pizza è che puoi sbizzarrirti con i “toppings” (come dicono gli americani), quindi nel nostro caso avremo:

  • Margherita con Bufala
  • Olive e acciughe
  • Zola e speck
  • Taleggio e crudo

Nella galleria potete vedere le nostre creazioni, sia nella fase “pre” che “post” cottura. Se cliccate sulle foto in miniatura e aspettate qualche secondo le potete vedere ingrandite…

 

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Sicilian Escapade (Fuitina Siciliana)

Fine settimana di Pasqua e Pasquetta trascorso su suolo siciliano all’insegna della famiglia e del cibo…e quanto cibo ! 🙂

Siamo partiti da Milano (insolitamente leggeri, considerando il rene che abbiamo venduto per comprare i biglietti) con direzione Catania alle 7:15 della domenica mattina, e rientrati il giorno dopo alle 14:40; penso di non aver mai ingerito così tante calorie in così poco tempo !

La domenica, abbiamo pranzato (famiglia paterna al completo) al ristorante “Da Tony”, che si trova vicino alla mia vecchia scuola media. Pranzo 100% a base di pesce e vino bianco, ovviamente, che tutti abbiamo apprezzato, a partire dalla mia consorte brianzola fino alla nonna novantenne !

Qui sotto trovate una galleria fotografica senza pretese. Le foto dei commensali sono ad uso e consumo del parentame, mentre penso che alla maggior parte dei visitatori interessino più che altro le foto mangerecce, che rappresentano nell’ordine:

  • sarde sott’olio
  • insalata di polipo
  • gamberetti crudi
  • polpette di “mucco” (bianchetti o novellame che dir si voglia, insomma il pesce neonato)
  • spiedini di gamberetti
  • seppioline ripiene

…e fino a qui erano solo antipasti (manca la frittura di pesce, che mi sono dimenticato di immortalare, sorry). Abbiamo quindi proseguito con:

  • pasta al nero di seppia
  • grigliata mista di gamberoni, calamari e pauro (pagrus pagrus)
  • torta millefoglie
  • cassata siciliana (per gradire, “non si sa mai che una sola torta magari non bastava“)

Tutto veramente bu0no. Il posto è da consigliare, noi ci siamo divertiti e ci torneremo, possibilmente pagando il biglietto aereo a cifre più ragionevoli, altrimenti mi tocca vendere pancreas, fegato e/o cornea…


The Mole Rescuer (il Salva Talpe) !

Armato soltanto di una scopa e con atto di estremo coraggio, ieri sera ho salvato da morte certa una piccola creatura, finita nelle grinfie dei miei 2 gatti domestici. Anche la mia temeraria moglie ha contribuito al salvataggio, raccogliendo il piccolo essere nelle sue mani e portandolo in salvo nel giardino del vicino…

Sarà stato un topino, o una talpina ? Misteri… 


L’arte di presentare

Bella questa slide, nella quale mi sono imbattuto per caso qualche tempo fa:

Praticamente il senso è: quando presenti qualcosa a qualcuno, non limitarti a ripetere un elenco di frasi più o meno imparate a memoria; sarai noioso e l’impatto finale sarà minimo.  Avrai molto più successo se, mentre parli, ti ricordi questi 6 punti:

  1. Non importano solo le funzionalità: anche l’estetica delle tue slide (se ne hai) è importante
  2. Non elencare solo una serie di fatti: cerca di raccontare una storia (introduzione, corpo, conclusione)
  3. Non essere troppo concentrato sul singolo prodotto: cerca di creare una “sinfonia” di prodotti/soluzioni/idee
  4. Non basarti solo sulla fredda logica: cerca di provare empatia, ossia di metterti nei panni di chi ti ascolta
  5. Non essere troppo serio: prova a sdrammatizzare la situazione
  6. Non accumulare solo una lunga serie di sterili nozioni: cerca sempre di dare un senso a quello che dici

Questa è la differenza tra uno speaker “nella media” ed uno “che spacca”. Provare per credere !


Pollice Bollente !

Ecco un bell’articolo dal Corriere della Sera di ieri, che mi trova perfettamente d’accordo.

Il nuovo galateo:
alzate quei pollici dal telefonino (il vizio di controllare mail mentre si parla con qualcuno)

Il segnale…si specchia nello sguardo. È quando gli occhi di lui o di lei (a piacere) sembrano prima perdersi nell’ombra per poi scivolare in basso verso mani che si muovono nervosamente. Un gesto pudico? La premessa d’una confessione scomoda? No, soltanto l’ennesimo messaggio della giornata, digitato da polpastrelli ormai roventi. Perché lo charme va bene, ma allo smartphone non si comanda.

Ormai non c’è orario, situazione, confine che, salvo poche eccezioni, possa considerarsi zona franca. In società non si sta più a mani vuote: a un certo punto anche nei momenti più privati compare quell’aggeggio metallico, sottile, luminoso e multifunzionale che ha cambiato il nostro stile di vita e semplificato la comunicazione. Ma che ha pure spersonalizzato i rapporti e soprattutto generato una nuova, inebriante maleducazione. Parliamo regolarmente con figli, fidanzate, amici, colleghi, cui mentre cerchiamo anacronisticamente di trasmettere a parole (e magari con qualche gesto) l’entusiasmo per una vacanza, un film, un gol da cineteca, al massimo annuiscono con illuminato distacco senza però smettere di ticchettare il loro telefonino computerizzato.

…Il fatto che non ci sia cena o qualsiasi tipo di appuntamento sociale o professionale dove le parole siano circondate da un dilagare di smanettamenti forsennati su Facebook, Twitter, Skype, eBay e varia antologia di applicazioni, conferma un fenomeno di suprema contemporaneità e di splendido glamour. Ma c’entra pure la comodità. Avere qualcosa in mano su cui concentrarsi è una straordinaria chance non soltanto per vincere imbarazzi classici tipo in ascensore o in treno anche se ormai nessuno si sogna più d’attaccare discorso su ritardi, destinazioni, meteo o tantomeno raccontare barzellette. In qualsiasi situazione mortalmente noiosa e ansiogena un display può servire da prezioso tonico: chi anche a tavola lo azzarda per primo semina presto proselitismo.

Link all’articolo completo: http://www.corriere.it/cronache/11_aprile_18/paolini_nuovo_galateo_72bb4cee-6982-11e0-ba80-66da62c11518.shtml


Consulting Lesson #6

Nota: solo per addetti ai lavori

Traduzione:

“Abbiamo un documento di Business Analysis di 1.500 pagine e un documento di disegno tecnico di 2.500 pagine”

“WOW ! Sono stupito ! Come mai c’è bisogno di documenti così enormi ?”

“Per essere certi che nessuno li legga mai”


Gemelle diverse…

Cose strane della vita… ad esempio questa:

Due bimbe gemelle (Giada e Giorgia), avranno circa 5-6 anni, figlie di nostri amici, hanno regalato a mia moglie due disegnini fatti appositamente per lei in un’occasione in cui abbiamo passato del tempo insieme.

Ecco il disegno di Giada:

Ed ecco quello di Giorgia:

Che strano: due gemelle, stessa età, stessa educazione, hanno prodotto due disegni completamente differenti. Giada ha seguito uno stile colorato, ricco di particolari, solare, che trasmette gioia di vivere; allo stesso tempo Giorgia ha realizzato un disegno in stile minimalista, monocromatico, essenziale.

Mi ha colpito come due bambine piccole, con la stessa età e cresciute nello stesso ambiente, abbiano potuto realizzare due disegni totalmente diversi.. proprio vero che ogni essere umano è unico al mondo.


Dalai Lama docet

“Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell’Occidente è che perdono la salute per fare i soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute;

pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente, in maniera tale che non riescono a vivere nè il presente nè il futuro;

vivono come se non dovessero morire mai e muoiono senza avere mai vissuto.”


5.479 km and counting…

Ieri la mia macchina aziendale ha compiuto il suo primo mese di vita.

Alle 3 ero a Vicenza, e mentre aspettavo di entrare dal cliente mi sono intrippato con i miei soliti “calcoli strambi”. Praticamente: in un mese, ho percorso in auto 5.479 km. Considerando che il sabato e la domenica faccio pochissimi kilometri, vuol dire che li ho fatti tutti nei 23 giorni lavorativi che sono trascorsi da quando l’ho ritirata. Quindi 5.479:23=238km per ogni singolo giorno lavorativo… non male. Mi viene quasi da piangere.

Ma non è tutto. Considerando che il computer di bordo dice che la velocità media complessiva dell’auto è stata finora pari a 69km/h, ciò significa che, per percorrere quei 5.479 km, ci ho impiegato 79,4 ore (5.479/69), pari a 3 giorni e 7 ore, trascorsi interamente attaccati al volante. Ogni giorno, per percorrere i soliti 238km statistici, ci sono volute 3,4 ore… ogni giorno.

Mi chiedo: ne varrà la pena ?


Digiunare ? No grazie !

Indugiare” (aspettare, tardare a fare qualcosa) è l’anagramma di “Digiunare” (astenersi dal cibo o privarsi di determinati cibi)… ci avete mai fatto caso ? Che ci sia un collegamento tra queste due parole ?

Può essere: in effetti, nella vita, spesso chi perde tempo (indugia) rimane a bocca asciutta (digiuna).


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