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Cheesecake v2.0 -L’Indistinguibile

Ulteriore miglioramento della ricetta che avevo già pubblicato sul mio blog:

https://scicolaus.wordpress.com/2011/01/06/la-cheesecake-perfetta/

Provate ad aggiungere un vasetto di ricotta da 250 gr a tutti gli altri ingredienti che avevo già menzionato. Aumentate zucchero e latte più o meno del 30%. Il resto non varia.

Una volta fredda, decorate lo strato superiore della torta con un misto di frutti di bosco. Per finire, servite ogni fetta accompagnandola con una cucchiaiata di panna montata fresca.

Perchè il titolo dice “L’Indistinguibile” ? Meno di 20 giorni fa ero negli Stati Uniti, a cena da Cheesecake Factory (il tempio della Cheesecake). Beh, finalmente sono sicuro che la mia versione della cheesecake è assolutamente indistinguibile da quello che io considero essere il modello di riferimento 😉

Se provate la ricetta e vi trovate bene, mi farebbe piacere sentire i vostri commenti.


Oops ! Partita troppo presto :)

A tutti i milioni di iscritti al mio blog 😉 sarà arrivata una decina di minuti fa una mail con una versione “monca” dell’articolo Goodbye Las Vegas…

Volevo solo dire che la versiome corretta dell’articolo la potete trovare qui:
https://scicolaus.wordpress.com/2012/05/26/goodbye-las-vegas/

…vedi a voler fare le cose di corsa, dalla sedia di un aeroporto e con uno strumento che non si presta (il tablet) ???


Goodbye Las Vegas !

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Anche questa esperienza è giunta alla fine. Per chi non lo sapesse, ho trascorso questa ultima settimana a Las Vegas, in America, partecipando ad un congresso di tecnologia, ed in particolare l’ EMC World 2012.

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Da tanti anni volevo partecipare, e finalmente quest’anno ci sono riuscito. Una full immersion di 4 giorni nelle ultime novità, evoluzioni, integrazioni e “salti mortali” della tecnologia che utilizzo tutti i giorni per creare progetti che portino un valore aggiunto alle aziende nostre clienti.

Durante questi giorni “ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare”, come diceva il tale; il futuro prossimo che ci attende è spaventosamente tecnologico, ed ogni singola componente è strettamente legata a tutto l’ecosistema intorno.

Oltre ai contenuti, sicuramente molto validi e ben presentati, EMC é stata una ottima padrona di casa: addirittura per i 15.000 congressisti è stato organizzato il concerto privato dei Maroon5, gruppo a me finora ignoto ma devo dire che effettivamente avevo sentito moltissime delle loro canzoni in radio senza sapere chi fossero…

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Per me è stata la terza volta a Las Vegas. Una cittá per molti versi assurda e fuori dal mondo, ma sicuramente molto divertente. Rispetto all’ultima volta, ormai 5 anni fa, sono nati parecchi nuovi hotel, tutti ovviamente di dimensioni stratosferiche.

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Contemporaneamente all’aspetto lavorativo però, non potevo esimermi dalle mie solite sperimentazioni culinarie, che ad essere onesti mi danno anche più soddisfazioni… Ed ecco che in questi giorni ho mangiato di tutto, anzi, visto che sono un ragioniere calcolatore nel profondo dell’anima, ecco il resoconto:
-10 ciambelle
-3 hamburger, di cui uno con il “blue cheese”
-2 fette di cheesecake, di cui una con cioccolato bianco e amarene 😛
-1 bisteccona di manzo “stagionata”
-2 colazioni tipiche americane a base di uova, bacon, salsiccie, pancake e french toast

Chi mi segue su facebook le ha già viste in anteprima, ma in ogni caso, eccole qui !

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E adesso, visto che sto scrivendo questo articolo con l’ipad dall’aeroporto, non mi resta che farmi queste 14 ore di viaggio, tra voli e scalo, e di affrontare il momento della verità, ossia… La bilancia ;))


Windows su iPad ? Yes, You Can !

…e non sto parlando di violentare il tablet per installarci sopra Windows XP o 7…

Nell’ultimo anno, l’adozione massiccia dei dispositivi tablet (iPad & Co.) ha contribuito all’esplosione delle richieste da parte degli utenti di accedere al proprio PC aziendale (e relative applicazioni installate) indipendentemente dal luogo e dal device da cui ci si connette.

La tecnologia che rende possibile l’accesso alla propria postazione di lavoro in qualsiasi momento, da qualsiasi luogo e con qualsiasi dispositivo prende il nome di VDI (Virtual Desktop Infrastructure). E’ un mondo vastissimo e discretamente complesso, che richiede tempo e fatica per essere padroneggiato da un punto di vista del disegno e soprattutto del dimensionamento dell’architettura sottostante.

Infatti, l’architettura cambia completamente in base al tipo di soluzione di virtualizzazione che un’azienda decide di adottare:

Hosted VDI: il vostro desktop, con tutte le sue possibili personalizzazioni, non risiede più fisicamente all’interno del PC ma viene eseguito remotamente (insieme ai PC di tutti i vostri colleghi) da una batteria di server posizionati nel CED della vostra azienda

Hosted Shared Desktop: stesso concetto espresso prima, con la differenza che il desktop non è dedicato a voi in maniera esclusiva, bensì tutti gli utenti in realtà sono collegati e condividono le risorse di un medesimo “Terminal Server” che mette a loro disposizione le varie applicazioni. Nessuna possibilità di personalizzazione in questo caso… ma il conto economico ne trae vantaggio (leggi: la libertà si paga) 🙂

Application Streaming: perchè continuare ad avere un sistema operativo, quando quello che ci serve molto spesso sono solo le solite 4-5 applicazioni (browser, office, acrobat, ecc.) ? Volendo, è possibile collegarsi da dispositivi privi di un sistema operativo “classico” ad applicazioni pubblicate centralmente (avviare Internet Explorer da un iPad, per esempio). Anche in questo caso, la libertà è limitata al minimo, ma l’infrastruttura è sicuramente più snella e meno onerosa.

Fatto tutto questo preambolo… ma perchè ho scritto questo articolo ? Forse perchè finalmente adesso, dopo un paio di anni di intenso studio della tematica, riesco a venirne a capo, ma soprattutto perchè riuscire ad accedere alle applicazioni Windows che mi servono per lavorare dal mio iPad è una bella soddisfazione 🙂


Corri Forrest, corri !!!

Ho sempre pensato che nella vita fosse importante porsi degli obiettivi, e lavorare per raggiungerli. Non necessariamente devono essere eclatanti: indipendentemente dal loro valore intrinseco, sono utili per rafforzare la propria autostima (quando riuscite a raggiungerli, beninteso 🙂 ).

Questo è proprio uno di questi casi. Chi segue il mio blog, ed in particolare i miei famigerati “10 consigli per dimagrire” ricorderà (forse) il consiglio n. 3, che recitava: “Fate movimento !”. Verso la fine dell’articolo aggiungevo una ulteriore indicazione: “Mettetevi davanti un traguardo da raggiungere e non mollate fino a quando lo avrete raggiunto”.

Il mio obiettivo era semplice (anche perchè adoro i numeri tondi): percorrere 1.000 km a piedi sul mio ormai fidato tapis roulant. Perchè proprio 1.000 ? Avevo 3 ragioni:

1) Per ammortizzare la spesa del tappeto, il quale è costicchiato qualcosina 🙂

2) Per dimostrare a mia moglie (la quale, giustamente direi, ha mostrato alcune lievissime perplessità sull’acquisto del tappeto) che non avevo buttato i soldi al vento

3) Per poter dire ai miei nipoti che “una volta il nonno ha camminato per 1.000 km”, frase dopo la quale sarò puntualmente deriso dai suddetti nipoti che, non avendo smesso neanche per un secondo di gingillarsi con le diavolerie tecnologiche del 2053, mi daranno puntualmente del vecchio rimbambito, e perlopiù mitomane

Venendo a noi, scopo del presente articolo è comunicare ai posteri che ho raggiunto il mio obiettivo ed ho percorso (ad oggi) i 1.037 kilometri che separano Erba (prov. di Como, dove vivo) a Brindisi, in Puglia. Guardarlo con gli occhi di Google Maps fa una certa impressione, effettivamente !

Per chi volesse porsi lo stesso obiettivo, eccovi i dettagli (le medie considerano anche i giorni in cui ho saltato l’allenamento):

E per finire, visto che al raggiungimento del fatidico obiettivo dei 1.000 kilometri un collega e amico ha esultato scrivendo “Corri Forrest, corri !!” sulla mia bacheca di Facebook, non posso esimermi dal pubblicare questo spezzone dal film-capolavoro del 1994 diretto da Robert Zemeckis e interpretato da Tom Hanks.

Buona corsa a tutti !


Consigli per la Dieta – Parte 5

Quinta ed ultima puntata del mio decalogo personale per aiutare chi (volente o nolente) si deve mettere a dieta. Ecco gli ultimi 3 consigli che (spero) troverete utili per vincere l’eterna battaglia contro i chili in eccesso 🙂 .

Solito disclamer: non sono un dietologo e neanche un nutrizionista, e ovviamente non mi voglio sostituire a queste figure ben più qualificate a darvi consigli. Tuttavia, quello che farò sarà darvi consigli pratici e soprattutto ragionevoli su come gestire una dieta lunga 270 giorni.

Ecco l’ultima parte dei consigli:

8- Concedetevi degli strappi

Non c’è niente di peggio che soffrire durante una dieta. Non c’è niente di peggio della continua, costante frustrazione che deriva dalla privazione prolungata dei cibi ipercalorici a noi tanto cari… La sensazione di tristezza e di desolazione che si prova può essere devastante.

Questo è importante: non impazzite, non fate gli eremiti e cercate di non andare in depressione per colpa della dieta. Piuttosto, vi serve una valvola di sfogo e quindi lasciatevi andare per uno o due pasti la settimana (se fate attività fisica intensa possono diventare anche 3-4 !), che magari possono coincidere con il Sabato e la Domenica: se non sgarrate mai, correte il rischio di esplodere all’improvviso e mangiare ininterrottamente per giorni e giorni.

Scegliete dei momenti di “black-out” e non vi preoccupate della dieta in quei momenti.  Comportatevi e mangiate proprio come se non foste assolutamente a dieta.

Quando scegliete di mangiare, mangiate senza paura, toglietevi ogni sfizio, ma – prestate attenzione – mangiate qualcosa solo se ne vale la pena. Non mangiate dolci che non vi piacciono solo perchè sono dolci. Mangiate solo quelli che veramente vi mandano in estasi, quelli che veramente vi fanno aumentare la salivazione al solo pensiero 🙂 .

Se, per esempio, vi sognate le lasagne di notte, bene: scrivetevelo da qualche parte ed al primo giorno di black-out che avete programmato concedetevene una teglia intera (si fa per dire eh !). Guai ad avere un desiderio culinario e reprimerlo per chissà quanti mesi. Anzi, durante la settimana, se avrete già in mente il menù del week-end, sarà più semplice fare sacrifici perchè saprete che li state facendo per potervi poi scofanare liberamente 5.000 calorie nel pranzo della domenica 🙂 .

Chiaramente, il giorno seguente a ciascuno “strappo” dovrete stringere la cinghia, ma vi assicuro che sarà più facile di quello che pensate perchè avrete ancora fresco il ricordo di tutte le cose buone che avrete appena mangiato.

9- Eliminate tutto quello che potete, ogni volta che potete

Occasioni in cui mangerete troppo ce ne saranno, programmate e non: un pranzo di lavoro, un invito a cena imprevisto, o anche solo una sera in cui la vostra forza di volontà non vi assisterà come dovrebbe. Ecco perchè, durante tutti gli altri giorni, vi consiglio di eliminare tutto il superfluo.

Quindi, bevete solo acqua tutte le volte che potete. Non mangiate pane se potete, non mettete olio e sale sull’insalata (per me non è un problema, ma capisco che questo possa essere difficile), non mangiate roba zuccherata (caffè e cappuccino amari), non aggiungete formaggio grattuggiato sulla pasta. Perchè tutto questo ? Perchè tanto, come abbiamo detto, prima o poi sgarrerete senza averlo programmato… Su questo potete scommetterci, ed a quel punto le cose che avete tanto cercato di evitare le mangerete comunque, ma avendo eliminato il superfluo nei giorni precedenti, andrete in pari con il conto delle calorie, o perlomeno avrete limitato i danni.

10- Tracciate TUTTO QUELLO CHE MANGIATE ! (e usate colori diversi)

Abbiamo già menzionato nelle puntate precedenti l’importanza di tracciare i progressi della vostra dieta. Segnatevi quanti giorni sono passati, quanti kg e quanti cm di girovita avete perso (vedi consiglio n.2). Segnatevi anche tutte le volte che fate esercizio fisico: durata e distanza percorsa (vedi consiglio n.3).

Adesso aggiungiamo un ultimo tassello: segnate anche tutto quello che mangiate ! Il nostro mitico foglio excel avrà quindi altre 3 colonne: Colazione, Pranzo e Cena. Ricordatevi di scrivere quello che mangiate in ogni occasione, ma la cosa più importante è quella di usare colori diversi: Bianco se avete saltato il pasto, Verde se avete mangiato leggero, Rosso se avete sforato clamorosamente e Arancione se siete stati nel mezzo (magari esagerando un po’ con le quantità ma senza mangiare cibi troppo calorici).

Facendo in questo modo, avrete sempre ben chiara la percezione di quanto siete stati attenti alla vostra alimentazione. La vostra tabella è per la maggior parte Verde, con qualche (giustificata) casella Arancione e Rossa, o non si riesce a capire quale sia il colore predominante ???

Come vedete dall’immagine qui sotto (un estratto della mia tabella personale), per dimagrire non è necessario che tutti i pasti di tutti i giorni siano verdi ! P.S. notate che le caselle bianche sono solitamente subito successive a quelle rosse… 

Concluso anche quest’ultimo consiglio, posso dire di aver completato l’ormai famoso “Decalogo Per la Dieta”. Potrei aggiungere tanti altri consigli, forse meno importanti di questi ma che comunque hanno contribuito al buon esito della mia dieta (che peraltro nel mio caso termina proprio oggi, 17 Febbraio 2012, dopo ben 293 giorni consecutivi e con un risultato netto di 36 chili e 33,5 centimetri di girovita in meno) ma non vorrei allungare troppo il brodo.

Quindi auguro a tutti i lettori “diversamente magri” di trovare lo stimolo per iniziare una dieta; spero anche che almeno alcuni di questi consigli siano risultati utili, e mi raccomando… se ottenete buoni risultati mi farebbe molto piacere ricevere i vs commenti in fondo all’articolo !


Libri Fotografici & Co.

Oggi ho ricevuto la stampa del mio ultimo libro fotografico, quello che raccoglie le foto della Thailandia.

Visto che molti non sanno che esiste la possibilità di realizzare libri fotografici (usando le proprie fotografie) in maniera semplice, abbastanza economica e di sicuro impatto estetico (e senza neanche dover uscire di casa per andare dal fotografo !), ne approfitto per darvi qualche indicazione in merito…

Per prima cosa dovrete scegliere un sito che vi offre il servizio di creazione e stampa di libri fotografici (o “Fotolibri” che dir si voglia). Io uso questo: MyPhotoBook, ma ne potete trovare tantissimi altri cercando su Internet.

A questo punto, scaricate dal sito che avete scelto l’apposito programma per creare il vostro libro. Sceglierete il formato (rettangolare, quadrato, grande, piccolo ecc.), il numero di pagine, la rilegatura (spillato, rilegato, ad anelli) e selezionerete la cartella del computer dove sono contenute le foto.

Adesso viene la parte più impegnativa: creare le pagine del vostro libro ! Potete scegliere la dimensione delle foto, la cornice, lo sfondo delle pagine e mettere qualche scritta per aggiungere i vostri commenti. Ogni pagina può contenere  un numero qualsiasi di foto: dipende da voi decidere quante ne volete mettere.

Non posso trattenermi dal darvi alcuni consigli:

1) Non sovraccaricate il vostro fotolibro: scegliete max 100-130 foto, non di più

2) Chiaramente scegliete solo le foto più belle, quelle che vale la pena vedere (…perchè a nessuno interessa vedere la foto del bagno della casa in Sardegna dove avete passato le vacanze 🙂 )

3) Mettetele grandi: non state a fare fatica per farci stare 100 foto microscopiche in una sola pagina. Se avete scelto solo le più belle, ne avrete un numero limitato, e quelle meritano di essere stampate belle grandi !

Terminata questa fase, il programma vi consentirà di comprare la vostra creazione. Le pagine del libro saranno caricate sul server del sito ed al termine di questo passaggio procederete con il pagamento della stampa, rilegatura e spedizione. Per un libro di 48 pagine, rilegatura rigida, copertina lucida e spedizione con corriere espresso si paga meno di € 50…

… E quando riceverete a casa la vostra creatura, non vi resterà che metterla in biblioteca e mostrarla con orgoglio agli amici/parenti… i quali puntualmente non crederanno che sia opera delle vostre mani 😉


Consigli per la Dieta – Parte 4

Quarta puntata del mio decalogo personale per aiutare chi (volente o nolente) si deve mettere a dieta. Altri 2 consigli che (spero) troverete utili per la battaglia contro i chili in eccesso 🙂 .

Solito disclamer: non sono un dietologo e neanche un nutrizionista, e ovviamente non mi voglio sostituire a queste figure ben più qualificate a darvi consigli. Tuttavia, quello che farò sarà darvi consigli pratici e soprattutto ragionevoli su come gestire una dieta lunga 270 giorni.

Ecco la quarta parte dei consigli:

6- Scegliete di mangiare cose razionate o razionabili

Tutti i dietologi vi daranno (giustamente) una dieta con una serie di alimenti che potrete mangiare in quantità ben precise. L’approccio è corretto, ma difficile da gestire. 80 grammi di pasta possono facilmente diventare 90, poi 100, poi 110… ed in men che non si dica siete tornati ai 200 grammi di pasta senza neanche accorgervene, semplicemente aggiungendo quantità poco a poco, dicendo “5 grammi in più cosa vuoi che siano”. Stesso discorso si applica ai biscotti, agli affettati (prosciutto, bresaola ecc.), al pane ecc.

Il problema non si può risolvere facilmente, o perlomeno non completamente. Tuttavia il mio consiglio è questo: dove possibile, scegliete di mangiare cose che sono già razionate all’origine. Facciamo l’esempio della colazione: immaginate di fare colazione con una torta fatta in casa (con poco burro, poco zucchero ecc.). Sicuramente sarà più sana rispetto alle merendine, ma avrete il problema di gestire la razione. Tra una fetta piccola ed una fetta enorme, la differenza molte volte è soggettiva, e ovviamente più avete fame più tenderete ad allargare la porzione. Allo stesso modo se mangiate biscotti secchi a colazione, aggiungere 1-2-3 biscotti alla razione che vi ha dato il dietologo è solo questione di forza di volontà, che però non sempre ci assiste.

La soluzione che personalmente ho trovato essere la migliore è quella di scegliere alimenti che sono già razionati all’origine, ad esempio le merendine. Tra le 1.000 disponibili, sceglierete ovviamente quelle con un apporto calorico modesto (es. sotto le 150 calorie, ce ne sono poche ma ci sono…). Dove sta il vantaggio: che la merendina è una, punto. Ognuna è imbustata singolarmente e pertanto difficilmente sarete tentati di aprire la seconda, evitando in questo modo di aumentare la quantità gradualmente in maniera quasi inconscia, ossia senza che ve ne accorgiate. Stessa cosa si applica ad esempio ai crackers. La razione è sempre una, ed è ben delimitata dal pacchetto di plastica trasparente. Diventa difficile scegliere di aprire un secondo pacchetto per mangiare anche solo 1 altro cracker, o perlomeno diventa più facile resistere alla tentazione.  Ho menzionato merendine e cracker: in questo modo risolvete il problema della colazione e del “pane” ai pasti. Potete applicare la stessa regola anche alle bevande, ad esempio scegliendo di comprare la Coca Cola (solo quando volete fare un piccolo strappo…) nelle bottigliette piccole anzichè il bottiglione da 2 litri: finita la bottiglietta… finita anche la Coca Cola !

7- A proposito di Coca Cola…

Se (come me) siete appassionati bevitori della mitica bevanda ambrata, purtroppo durante la dieta dovrete completamente scordarvela (Sigh !). Ogni singolo bicchiere di Coca Cola apporta ben più di 100 calorie. Se (come me), quando aprite il bottiglione della Coca Cola rischiate di scolarvene metà (equivalente ad almeno 3-4 bicchieri), ricordatevi che avete ingerito all’incirca l’equivalente di 3 merendine della colazione…

Questo è un problema serio (se vi piace la Coca Cola, ovviamente) che io personalmente ho risolto così: sostituendo la Coca tradizionale con la Coca Zero. Sembra una sciocchezza, ma la Zero ha un gusto “quasi” uguale a quella normale, ma con meno di 1 caloria a bicchiere… ergo, ne potete bere quanta ne volete.

In questa sede non starò a discutere se la Coca Cola (normale o la Zero) faccia bene o male: non mi interessa e lascio fare le valutazioni a voi; a me piace e faccio fatica a rinunciarci, ed in questo modo ho risolto il problema sia in casa che fuori (es. pizzeria o cena dagli amici). Ricordatevi anche che la solita mitica bevanda può aiutarvi anche quando, la sera prima di andare a dormire, avvertite i morsi della fame e vorreste fiondarvi in cucina per una tazza di latte e biscotti, cioccolato o pane e salame (dipende dai gusti 😉 ). Un bicchiere di Zero vi farà sentire sazi giusto per il tempo di andarvene a dormire, così non dovrete combattere con lo stomaco che brontola.

Detto questo, vi assicuro che l’azienda Coca Cola Company non mi ha pagato per fare tutta questa pubblicità alla Zero… certo che se qualche rappresentante me ne offrisse una fornitura gratituita a vita sarei molto contento 🙂 …

Appuntamento alla prossima edizione del “Decalogo Per la Dieta” !


Consigli per la Dieta – Parte 3

Terza puntata del mio decalogo personale per aiutare chi (volente o nolente) si deve mettere a dieta. Questa volta, vi “regalo” altri 2 consigli che probabilmente sono meno banali di quelli che solitamente trovate cercando su internet (o almeno, spero che siano meno banali !).

Solito disclamer: non sono un dietologo e neanche un nutrizionista, e ovviamente non mi voglio sostituire a queste figure ben più qualificate a darvi consigli. Tuttavia, quello che farò sarà darvi consigli pratici e soprattutto ragionevoli su come gestire una dieta lunga 270 giorni.

Ecco la terza parte dei consigli:

4- Go social !

Sfruttate tutte le moderne tecnologie per condividere i vostri risultati con gli amici ! Potete aprire un blog apposito (tipo “Scicolaus-a-Dieta.wordpress.com”, oppure un semplice tweet, un post su Facebook, o qualsiasi altro mezzo che vi venga in mente per far sapere al mondo come state procedendo. Nota: ai vostri amici in realtà non frega niente di sapere come sta andando la vostra dieta, ma psicologiamente è comunque importante crederlo 😉

Pubblicate la foto della vostra bilancia quando ottenete un bel risultato, scrivete quanti kg avete perso nell’ultimo mese o nell’ultima settimana,  in modo che gli amici possano incoraggiarvi (che fa sempre piacere 🙂 ), che siate più stimolati a mantenere l’impegno che vi siete presi con voi stessi e con il “mondo cibernetico”, ed infine per fare in modo che progressi che man mano farete rimangano a futura memoria (se negli anni futuri doveste rimettervi a dieta, potreste riguardare le foto e pensare: “Quella volta ce l’avevo fatta !”)

5- Inserite delle tappe intermedie e dei punti di controllo regolari

Avete intenzione di perdere 30 kg ? Vi conviene mettervi in testa un po’ di tappe intermedie, altrimenti rischiate di vedere l’obiettivo finale talmente lontano da scoraggiarvi e mollare tutto. Io sono partito da 116kg, e mi ero posto queste tappe da raggiungere: 110, 100, 95, 90, 85 e per finire 80 (manca pochissimo !). Non mettetele troppo distanti l’una dall’altra: cercate di fare in modo che non passino più di due mesi tra una tappa e l’altra. 

Quando riuscite a raggiungere una di queste tappe, fate una foto alla bilancia e condividetela su internet (punto n.4), oppure stampatela e mettetela in bagno o da qualsiasi altra parte, purchè sia bene in vista. Avere sotto gli occhi la testimonianza di un vostro successo non può fare altro che motivarvi ad ottenerne altri.

Ricordate anche di inserire dei punti di controllo con scadenza ben precisa (e rispettate la scadenza, qualsiasi cosa succeda !). Nel mio caso, il controllo ufficiale del peso era il sabato mattina di ogni settimana (per la verifica intermedia), ed il 1° del mese (la “pesatura ufficiale”). L’impegno ufficiale della pesatura del 1° del mese per me era molto importante: se i risultati intermedi delle settimane precedenti erano stati poco brillanti, avevo gli ultimi 4-5 giorni del mese per cercare di recuperare e non fare brutte figure (vedi sempre il punto n.4).

Altro consiglio: quando arrivate ad una tappa intermedia, potete prendere il respiro per qualche giorno e fare come Homer qui sotto (per 2 o 3 giorni al massimo, non esagerate 😉 ), in modo da spezzare il ritmo e poi ripartire di slancio !

E così abbiamo concluso anche questa terza parte del “Decalogo Per la Dieta” (potrei brevettare la sigla DPD in effetti…)

Alla prossima occasione !


Consigli per la Dieta – Parte 2

Seconda puntata del mio decalogo personale per aiutare chi (volente o nolente) si deve mettere a dieta. Questa volta, vi “regalo” un altro consiglio che, perlomeno nel mio caso, mi ha aiutato a non impazzire durante 9 mesi di dieta.

Ribadisco la doverosa premessa: non sono un dietologo e neanche un nutrizionista, e ovviamente non mi voglio sostituire a queste figure ben più qualificate a darvi consigli. Tuttavia, quello che farò sarà darvi consigli pratici e soprattutto ragionevoli su come gestire una dieta lunga 270 giorni.

Ecco la seconda parte dei consigli:

3- Fate movimento

Consiglio di una banalità disarmante, concordo con voi, ma pur sempre valido. L’attività fisica costituisce il “turbo” che vi farà perdere anche 1 kg alla settimana (se non di più) e, di conseguenza, vi consentirà di accorciare la durata della dieta e di evitare lo stillicidio dei fatidici “200 grammi alla settimana”, i quali generalmente dopo 1 mese di dieta vi porteranno immancabilmente a dire “ma chi me lo fa fare !” …con successivo sfondamento di nutella per ripagarvi del mese pieno di frustrazioni che avrete appena trascorso.

Il movimento fisico, dicevamo, ha parecchi vantaggi:

1) vi consentirà di ottenere risultati notevoli in pochi mesi, evitando la depressione collegata ad un dimagrimento molto lento

2) accelerando i tempi di calo del peso, sarete maggiormente motivati a continuare, creando un circolo vizioso (in senso positivo, però)

3) facendo movimento, potretere concedervi parecchi “sgarri” alla dieta, senza subirne le conseguenze. Personalmente, non ho mai sopportato la triste costante di tutte le diete: la fatidica frase del dietologo “una pizza margherita alla settimana”… e mentre lo scrivo mi viene da piangere, tanta è la tristezza che mi ha sempre provocato questa frase. Voi non potete immaginare quante volte ho mangiato come una mucca durante questi nove mesi (la moglie, i colleghi e gli amici possono testimoniare), senza mai rallentare la discesa proprio grazie al movimento fisico.

Fatto tutto questo preambolo, spetta a voi la scelta del tipo di attività fisica in cui cimentarvi. Personalmente, mi è sempre piaciuta la corsa leggera (jogging) e le lunghe camminate. Nel mio caso quindi si è trattato di trovare il modo di fare corsa o jogging con maggiore frequenza, sfruttando anche i ritagli di tempo e senza dover essere soggetto alle intemperie (freddo, pioggia, neve, ecc. ecc.). Risultato: mi sono comprato un bel tapis roulant ed ho cominciato a camminarci tutti i giorni per 1 ora, incrementando la velocità in maniera graduale.

Allenarsi a casa propria ha vantaggi e svantaggi: il vantaggio principale è la possibilità di esercitarvi anche quando il tempo è brutto, anche quando avete poco tempo e quando non avete voglia di uscire di casa per qualsiasi motivo. Lo svantaggio principale è il rischio di continuare a rimandare il momento di esercitarvi perchè “…tanto ho il tapis in casa e lo posso usare quando voglio… lo userò domani, prometto !”. Voi fate come volete, purchè facciate qualcosa 🙂

Avete scelto la vostra attività fisica preferita e vi siete dotati degli strumenti necessari per praticarla ? Bene, adesso vi manca una sola cosa, tanto semplice quanto importante: tracciate quello che fate. Usate lo stesso foglio excel di cui parlavamo nella puntata precedente ed aggiungete 3 colonne sulla destra: “Attività Fisica S/N” (ossia segnate S su sfondo verde se quel giorno avete fatto esercizio, oppure N su sfondo rosso se avete mancato di farlo), “Durata” (segnate quanti minuti vi siete esercitati) e, nel caso si tratti di un’attività misurabile in termini di distanza, metteteci anche quanti km avete percorso. Impegnatevi ad avere almeno 3 “S” su sfondo verde ogni settimana, non fatene passare nemmeno una senza aver fatto almeno 3 volte esercizio fisico per almeno 30 minuti (questo è davvero il minimo sindacale).

Mettetevi davanti un traguardo da raggiungere, tipo fare 1.000 kilometri sul tappeto (io sono a 933… manca poco !), o farne 5.000 in bicicletta, o fare 500 vasche in piscina, o 100 ingressi in palestra… insomma vedete voi quale obiettivo è più sensato per il tipo di attività che avete scelto, ma stabilitelo fin dall’inizio e promettete a voi stessi di non abbandonare l’attività fisica fino a quando non avrete raggiunto il vostro obiettivo. Dopo potrete anche dare fuoco al tapis roulant… ma solo dopo però 😉 !

Cercate di allenarvi spesso, anche tutti i giorni. Magari anche solo per 20-30 minuti, ma fatelo. Ci saranno volte in cui salterete l’allenamento per mille motivi di causa maggiore, quindi cercate di non saltarli anche per semplice pigrizia. Questa è la parte più difficile: combattere la pigrizia. Non ho consigli da darvi su questo argomento, posso solo augurarvi “Che la Forza sia con te” (May the Force be with you), come disse Obi-Wan Kenobi a Ian Solo.

…Mi sono accorto di essermi dilungato più del previsto, pertanto concludo l’articolo e vi rimando alle prossime puntate per i restanti 7 consigli per la dieta (i prossimi saranno meno banali di questo, ve lo prometto 😉 )


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