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Esperimenti Pizza: Lievito Madre in 12H

Dopo una serie di varie sperimentazioni, tra cui la farina semintegrale di Saragolla (??) e quella di zucca, dalle quali non ho tratto grandi soddisfazioni, sentivo il bisogno di tornare ad un impasto un po’ più “classico”.

Questa domenica ho quindi rifatto e perfezionato un impasto che definirei “standard”… Si tratta di un impasto con 62,5% di idratazione ed un mix di farine composto da 30% grano duro + 20% manitoba + 50% farina 00. Olio e sale sempre al 3% sulla farina.

Ecco i dettagli (dosi per 4 pizze):

  • 100 grammi di lievito madre, rinfrescato di recente e riportato a temperatura ambiente
  • 150 grammi rimacinato di grano duro (ho usato Senatore Cappelli)
  • 100 grammi manitoba
  • 250 grammi farina 00 rinforzata per pizza
  • 315 grammi acqua tiepida (temp compresa tra 25-30 gradi)
  • 15 grammi sale
  • 15 grammi olio e.v.o.

Procediamo con le fasi di impasto e lievitazione:

Ho usato la macchina del pane per lavorare l’impasto, così:

  • Sciogliere prima il LM con tutta l’acqua tiepida
  • Quindi aggiungere le farine
  • Solo dopo i primi 10 minuti di impastamento, aggiungere sale e olio.
  • Chiuso l’impasto dopo 20 minuti a 23 gradi.
  • Spegnere la macchina del pane e lasciare l’intero impasto nel cestello per 4 ore (coprire la macchina del pane con straccio umido).

Al termine delle 4 ore, formare i panetti di pizza del peso di 195-200 grammi ciascuno (ne vengono 4 + 1 piccolino) e metterli in cassetta di plastica, coperta da panno umido. Se in casa abbiamo <20 gradi, ad esempio nei mesi invernali, non è necessario mettere i panetti in frigo, basterà tenerli a temperatura ambiente in luogo fresco e lontano da sorgenti di calore..

Lasciamo lievitare i panetti di pizza nella loro cassetta per circa 7-8 ore, fino al momento di stenderli e cuocerli. Se, a causa della temperatura un po’ troppo fredda o del lievito madre non proprio “attivo” vediamo che i panetti non crescono o sono molto freddi al tatto, possiamo metterli nel forno appena scaldato a 30 gradi e subito spento.

Cottura:

La cottura in fornetto elettrico dedicato alla pizza (nel mio caso, fornetto Ferrari G3, opportunamente modificato) sarà abbastanza veloce: 90-100 secondi con temperature comprese tra 430-450 gradi.

Questo il risultato finale, pienamente soddisfacente:

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Lezioni di Pizza #3: il Condimento

Ultimamente mi sono appassionato alla tecnica della pizza “stile napoletano”. Ovviamente non sono un pizzaiolo professionista, però poco alla volta sto cercando di migliorare la tecnica, sia degli impasti che della stesura/cottura della pizza.

Siccome (a detta degli ospiti) la pizza mi riesce piuttosto bene, ho pensato di fare qualche video che spiega passo per passo tutto il procedimento.

In questo video vi spiego la fase del condimento della pizza…

A breve compariranno le altre lezioni:

  • Creazione dell’impasto
  • Cottura della pizza

Stay tuned!


Lezioni di Pizza #1: La Formatura

Ultimamente mi sono appassionato alla tecnica della pizza “stile napoletano”. Ovviamente non sono un pizzaiolo professionista, però poco alla volta sto cercando di migliorare la tecnica, sia degli impasti che della stesura/cottura della pizza.

Siccome (a detta degli ospiti) la pizza mi riesce piuttosto bene, ho pensato di fare qualche video che spiega passo per passo tutto il procedimento.

Cominciamo con questo video che spiega la fase della creazione del panetto di pizza…

A breve compariranno le altre lezioni:

  • Creazione dell’impasto
  • Stesura del disco di pizza
  • Cottura della pizza

Stay tuned!


Esperimenti Pizza: maturazione 44 ore

Proviamo a riesumare questo blog, ormai defunto, pubblicando qualcosa che può interessare a tutti gli amanti della pizza fatta in casa…

Da qualche mese sto sperimentando vari impasti per la pizza. Sono partito con il classico lievito di birra (il cubetto che si compra al supermercato) e lievitazioni brevi (4 ore), fino ad arrivare al lievito madre e lievitazioni piuttosto lunghe.

La tecnica va ancora perfezionata, ma il risultato è già parecchio buono.

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Ecco allora la procedura che ho seguito in questo caso (dosi per 4 pizze). 

  • 100 grammi di lievito madre, riportato a temperatura ambiente
  • 150 grammi rimacinato di grano duro (grano siciliano)
  • 350 grammi manitoba (ideale per le lunghe lievitazioni)
  • 300 grammi acqua tiepida (temp compresa tra 25-30 gradi)
  • 15 grammi sale
  • 15 grammi olio e.v.o.

Ho usato la macchina del pane per fare l’impasto:

  • Sciogliendo prima il LM con tutta l’acqua tiepida
  • Quindi aggiungendo le farine
  • Solo dopo i primi 10 minuti di impastamento, aggiungendo sale e olio.
  • Chiuso l’impasto dopo 20 minuti a 23 gradi.
  • Atteso 15 minuti a temperatura ambiente, quindi formato i panetti da 215 grammi ciascuno (staglio stretto).
  • Messo in cassetta di plastica (coperto da panno umido) e quindi dentro al frigo nel ripiano più freddo

Arrivati a domenica:

  • Se siamo in inverno e la temperatura in casa è fresca (tipo 18-19 gradi) estrarre la cassetta dal frigo in mattinata (circa 9 ore prima di infornare) e lasciare a temperatura ambiente (Sempre coperta da straccio umido)
    • Se fosse d’estate, probabilmente basterebbe estrarre la cassetta dal frigo 4-5 ore prima di infornare)
  • Verso le 16:00, se i panetti sono ancora molto freddi e poco gonfi, mettere l’intera cassetta in forno chiuso dopo averlo appena scaldato a 30 gradi circa, e lasciare così fino al momento di stendere e cuocere.

La cottura di questo impasto è molto veloce. Il fondo della pizza tende a bruciarsi in anticipo, quindi dopo 60 secondi circa occorre controllare la cottura del fondo ed eventualmente inserire uno strato di alluminio per separare l’impasto dalla pietra refrattaria.

Ultima nota sul condimento adatto per questo tipo di impasto: dal momento che questo impasto ha un sapore piuttosto deciso (merito sia del lievito madre, che del grano duro siciliano, che della lunga maturazione), non tutti i condimenti sono adatti. Personalmente consiglio:

  • marinara con acciughe, con aggiunta di bufala e rucola dopo cottura
  • margherita con salsiccia (e peperoni, friggitelli)
  • margherita con olive
  • da provare anche marinara con cipolla e grana

Insomma, da evitare i condimenti delicati!

 


Rivelazioni sconvolgenti…

Ho appena scoperto che 1 kg di tessuto adiposo contiene riserve energetiche pari a circa 7.000 Kcal (fonte: Corriere della Sera)…

Non sono riuscito a resistere dal fare due calcoli “illuminanti”…

  • Negli ultimi 13 mesi ho perso 37,5 Kg
  • Di conseguenza, ho bruciato complessivamente scorte energetiche per 262.500 Kcal (7.000 x 37,5)
  • Considerando 13 mesi da 30 giorni ciascuno, il conto di cui sopra si traduce in un deficit di 673 Kcal al giorno nel bilancio energetico giornaliero. Cioè, in pratica, ogni giorno ho ingerito 673 Kcal in meno rispetto a quelle consumate (la somma tra metabolismo basale ed i vari consumi calorici legati all’attività durante la giornata)

Ma la rivelazione più sconvolgente è questa:

  • Considerando che un Big Mac ha 500 Kcal, nei miei 37,5 Kg “di troppo” c’era una riserva energetica pari a 525 panini del McDonalds…

Mi portavo in giro 525 Big Mac… o magari semplicemente questo mostro qui sotto…

 Sconvolgente, no ?  🙂


Cheesecake v2.0 -L’Indistinguibile

Ulteriore miglioramento della ricetta che avevo già pubblicato sul mio blog:

https://scicolaus.wordpress.com/2011/01/06/la-cheesecake-perfetta/

Provate ad aggiungere un vasetto di ricotta da 250 gr a tutti gli altri ingredienti che avevo già menzionato. Aumentate zucchero e latte più o meno del 30%. Il resto non varia.

Una volta fredda, decorate lo strato superiore della torta con un misto di frutti di bosco. Per finire, servite ogni fetta accompagnandola con una cucchiaiata di panna montata fresca.

Perchè il titolo dice “L’Indistinguibile” ? Meno di 20 giorni fa ero negli Stati Uniti, a cena da Cheesecake Factory (il tempio della Cheesecake). Beh, finalmente sono sicuro che la mia versione della cheesecake è assolutamente indistinguibile da quello che io considero essere il modello di riferimento 😉

Se provate la ricetta e vi trovate bene, mi farebbe piacere sentire i vostri commenti.


Consigli per la Dieta – Parte 5

Quinta ed ultima puntata del mio decalogo personale per aiutare chi (volente o nolente) si deve mettere a dieta. Ecco gli ultimi 3 consigli che (spero) troverete utili per vincere l’eterna battaglia contro i chili in eccesso 🙂 .

Solito disclamer: non sono un dietologo e neanche un nutrizionista, e ovviamente non mi voglio sostituire a queste figure ben più qualificate a darvi consigli. Tuttavia, quello che farò sarà darvi consigli pratici e soprattutto ragionevoli su come gestire una dieta lunga 270 giorni.

Ecco l’ultima parte dei consigli:

8- Concedetevi degli strappi

Non c’è niente di peggio che soffrire durante una dieta. Non c’è niente di peggio della continua, costante frustrazione che deriva dalla privazione prolungata dei cibi ipercalorici a noi tanto cari… La sensazione di tristezza e di desolazione che si prova può essere devastante.

Questo è importante: non impazzite, non fate gli eremiti e cercate di non andare in depressione per colpa della dieta. Piuttosto, vi serve una valvola di sfogo e quindi lasciatevi andare per uno o due pasti la settimana (se fate attività fisica intensa possono diventare anche 3-4 !), che magari possono coincidere con il Sabato e la Domenica: se non sgarrate mai, correte il rischio di esplodere all’improvviso e mangiare ininterrottamente per giorni e giorni.

Scegliete dei momenti di “black-out” e non vi preoccupate della dieta in quei momenti.  Comportatevi e mangiate proprio come se non foste assolutamente a dieta.

Quando scegliete di mangiare, mangiate senza paura, toglietevi ogni sfizio, ma – prestate attenzione – mangiate qualcosa solo se ne vale la pena. Non mangiate dolci che non vi piacciono solo perchè sono dolci. Mangiate solo quelli che veramente vi mandano in estasi, quelli che veramente vi fanno aumentare la salivazione al solo pensiero 🙂 .

Se, per esempio, vi sognate le lasagne di notte, bene: scrivetevelo da qualche parte ed al primo giorno di black-out che avete programmato concedetevene una teglia intera (si fa per dire eh !). Guai ad avere un desiderio culinario e reprimerlo per chissà quanti mesi. Anzi, durante la settimana, se avrete già in mente il menù del week-end, sarà più semplice fare sacrifici perchè saprete che li state facendo per potervi poi scofanare liberamente 5.000 calorie nel pranzo della domenica 🙂 .

Chiaramente, il giorno seguente a ciascuno “strappo” dovrete stringere la cinghia, ma vi assicuro che sarà più facile di quello che pensate perchè avrete ancora fresco il ricordo di tutte le cose buone che avrete appena mangiato.

9- Eliminate tutto quello che potete, ogni volta che potete

Occasioni in cui mangerete troppo ce ne saranno, programmate e non: un pranzo di lavoro, un invito a cena imprevisto, o anche solo una sera in cui la vostra forza di volontà non vi assisterà come dovrebbe. Ecco perchè, durante tutti gli altri giorni, vi consiglio di eliminare tutto il superfluo.

Quindi, bevete solo acqua tutte le volte che potete. Non mangiate pane se potete, non mettete olio e sale sull’insalata (per me non è un problema, ma capisco che questo possa essere difficile), non mangiate roba zuccherata (caffè e cappuccino amari), non aggiungete formaggio grattuggiato sulla pasta. Perchè tutto questo ? Perchè tanto, come abbiamo detto, prima o poi sgarrerete senza averlo programmato… Su questo potete scommetterci, ed a quel punto le cose che avete tanto cercato di evitare le mangerete comunque, ma avendo eliminato il superfluo nei giorni precedenti, andrete in pari con il conto delle calorie, o perlomeno avrete limitato i danni.

10- Tracciate TUTTO QUELLO CHE MANGIATE ! (e usate colori diversi)

Abbiamo già menzionato nelle puntate precedenti l’importanza di tracciare i progressi della vostra dieta. Segnatevi quanti giorni sono passati, quanti kg e quanti cm di girovita avete perso (vedi consiglio n.2). Segnatevi anche tutte le volte che fate esercizio fisico: durata e distanza percorsa (vedi consiglio n.3).

Adesso aggiungiamo un ultimo tassello: segnate anche tutto quello che mangiate ! Il nostro mitico foglio excel avrà quindi altre 3 colonne: Colazione, Pranzo e Cena. Ricordatevi di scrivere quello che mangiate in ogni occasione, ma la cosa più importante è quella di usare colori diversi: Bianco se avete saltato il pasto, Verde se avete mangiato leggero, Rosso se avete sforato clamorosamente e Arancione se siete stati nel mezzo (magari esagerando un po’ con le quantità ma senza mangiare cibi troppo calorici).

Facendo in questo modo, avrete sempre ben chiara la percezione di quanto siete stati attenti alla vostra alimentazione. La vostra tabella è per la maggior parte Verde, con qualche (giustificata) casella Arancione e Rossa, o non si riesce a capire quale sia il colore predominante ???

Come vedete dall’immagine qui sotto (un estratto della mia tabella personale), per dimagrire non è necessario che tutti i pasti di tutti i giorni siano verdi ! P.S. notate che le caselle bianche sono solitamente subito successive a quelle rosse… 

Concluso anche quest’ultimo consiglio, posso dire di aver completato l’ormai famoso “Decalogo Per la Dieta”. Potrei aggiungere tanti altri consigli, forse meno importanti di questi ma che comunque hanno contribuito al buon esito della mia dieta (che peraltro nel mio caso termina proprio oggi, 17 Febbraio 2012, dopo ben 293 giorni consecutivi e con un risultato netto di 36 chili e 33,5 centimetri di girovita in meno) ma non vorrei allungare troppo il brodo.

Quindi auguro a tutti i lettori “diversamente magri” di trovare lo stimolo per iniziare una dieta; spero anche che almeno alcuni di questi consigli siano risultati utili, e mi raccomando… se ottenete buoni risultati mi farebbe molto piacere ricevere i vs commenti in fondo all’articolo !


Consigli per la Dieta – Parte 4

Quarta puntata del mio decalogo personale per aiutare chi (volente o nolente) si deve mettere a dieta. Altri 2 consigli che (spero) troverete utili per la battaglia contro i chili in eccesso 🙂 .

Solito disclamer: non sono un dietologo e neanche un nutrizionista, e ovviamente non mi voglio sostituire a queste figure ben più qualificate a darvi consigli. Tuttavia, quello che farò sarà darvi consigli pratici e soprattutto ragionevoli su come gestire una dieta lunga 270 giorni.

Ecco la quarta parte dei consigli:

6- Scegliete di mangiare cose razionate o razionabili

Tutti i dietologi vi daranno (giustamente) una dieta con una serie di alimenti che potrete mangiare in quantità ben precise. L’approccio è corretto, ma difficile da gestire. 80 grammi di pasta possono facilmente diventare 90, poi 100, poi 110… ed in men che non si dica siete tornati ai 200 grammi di pasta senza neanche accorgervene, semplicemente aggiungendo quantità poco a poco, dicendo “5 grammi in più cosa vuoi che siano”. Stesso discorso si applica ai biscotti, agli affettati (prosciutto, bresaola ecc.), al pane ecc.

Il problema non si può risolvere facilmente, o perlomeno non completamente. Tuttavia il mio consiglio è questo: dove possibile, scegliete di mangiare cose che sono già razionate all’origine. Facciamo l’esempio della colazione: immaginate di fare colazione con una torta fatta in casa (con poco burro, poco zucchero ecc.). Sicuramente sarà più sana rispetto alle merendine, ma avrete il problema di gestire la razione. Tra una fetta piccola ed una fetta enorme, la differenza molte volte è soggettiva, e ovviamente più avete fame più tenderete ad allargare la porzione. Allo stesso modo se mangiate biscotti secchi a colazione, aggiungere 1-2-3 biscotti alla razione che vi ha dato il dietologo è solo questione di forza di volontà, che però non sempre ci assiste.

La soluzione che personalmente ho trovato essere la migliore è quella di scegliere alimenti che sono già razionati all’origine, ad esempio le merendine. Tra le 1.000 disponibili, sceglierete ovviamente quelle con un apporto calorico modesto (es. sotto le 150 calorie, ce ne sono poche ma ci sono…). Dove sta il vantaggio: che la merendina è una, punto. Ognuna è imbustata singolarmente e pertanto difficilmente sarete tentati di aprire la seconda, evitando in questo modo di aumentare la quantità gradualmente in maniera quasi inconscia, ossia senza che ve ne accorgiate. Stessa cosa si applica ad esempio ai crackers. La razione è sempre una, ed è ben delimitata dal pacchetto di plastica trasparente. Diventa difficile scegliere di aprire un secondo pacchetto per mangiare anche solo 1 altro cracker, o perlomeno diventa più facile resistere alla tentazione.  Ho menzionato merendine e cracker: in questo modo risolvete il problema della colazione e del “pane” ai pasti. Potete applicare la stessa regola anche alle bevande, ad esempio scegliendo di comprare la Coca Cola (solo quando volete fare un piccolo strappo…) nelle bottigliette piccole anzichè il bottiglione da 2 litri: finita la bottiglietta… finita anche la Coca Cola !

7- A proposito di Coca Cola…

Se (come me) siete appassionati bevitori della mitica bevanda ambrata, purtroppo durante la dieta dovrete completamente scordarvela (Sigh !). Ogni singolo bicchiere di Coca Cola apporta ben più di 100 calorie. Se (come me), quando aprite il bottiglione della Coca Cola rischiate di scolarvene metà (equivalente ad almeno 3-4 bicchieri), ricordatevi che avete ingerito all’incirca l’equivalente di 3 merendine della colazione…

Questo è un problema serio (se vi piace la Coca Cola, ovviamente) che io personalmente ho risolto così: sostituendo la Coca tradizionale con la Coca Zero. Sembra una sciocchezza, ma la Zero ha un gusto “quasi” uguale a quella normale, ma con meno di 1 caloria a bicchiere… ergo, ne potete bere quanta ne volete.

In questa sede non starò a discutere se la Coca Cola (normale o la Zero) faccia bene o male: non mi interessa e lascio fare le valutazioni a voi; a me piace e faccio fatica a rinunciarci, ed in questo modo ho risolto il problema sia in casa che fuori (es. pizzeria o cena dagli amici). Ricordatevi anche che la solita mitica bevanda può aiutarvi anche quando, la sera prima di andare a dormire, avvertite i morsi della fame e vorreste fiondarvi in cucina per una tazza di latte e biscotti, cioccolato o pane e salame (dipende dai gusti 😉 ). Un bicchiere di Zero vi farà sentire sazi giusto per il tempo di andarvene a dormire, così non dovrete combattere con lo stomaco che brontola.

Detto questo, vi assicuro che l’azienda Coca Cola Company non mi ha pagato per fare tutta questa pubblicità alla Zero… certo che se qualche rappresentante me ne offrisse una fornitura gratituita a vita sarei molto contento 🙂 …

Appuntamento alla prossima edizione del “Decalogo Per la Dieta” !


Consigli per la Dieta – Parte 2

Seconda puntata del mio decalogo personale per aiutare chi (volente o nolente) si deve mettere a dieta. Questa volta, vi “regalo” un altro consiglio che, perlomeno nel mio caso, mi ha aiutato a non impazzire durante 9 mesi di dieta.

Ribadisco la doverosa premessa: non sono un dietologo e neanche un nutrizionista, e ovviamente non mi voglio sostituire a queste figure ben più qualificate a darvi consigli. Tuttavia, quello che farò sarà darvi consigli pratici e soprattutto ragionevoli su come gestire una dieta lunga 270 giorni.

Ecco la seconda parte dei consigli:

3- Fate movimento

Consiglio di una banalità disarmante, concordo con voi, ma pur sempre valido. L’attività fisica costituisce il “turbo” che vi farà perdere anche 1 kg alla settimana (se non di più) e, di conseguenza, vi consentirà di accorciare la durata della dieta e di evitare lo stillicidio dei fatidici “200 grammi alla settimana”, i quali generalmente dopo 1 mese di dieta vi porteranno immancabilmente a dire “ma chi me lo fa fare !” …con successivo sfondamento di nutella per ripagarvi del mese pieno di frustrazioni che avrete appena trascorso.

Il movimento fisico, dicevamo, ha parecchi vantaggi:

1) vi consentirà di ottenere risultati notevoli in pochi mesi, evitando la depressione collegata ad un dimagrimento molto lento

2) accelerando i tempi di calo del peso, sarete maggiormente motivati a continuare, creando un circolo vizioso (in senso positivo, però)

3) facendo movimento, potretere concedervi parecchi “sgarri” alla dieta, senza subirne le conseguenze. Personalmente, non ho mai sopportato la triste costante di tutte le diete: la fatidica frase del dietologo “una pizza margherita alla settimana”… e mentre lo scrivo mi viene da piangere, tanta è la tristezza che mi ha sempre provocato questa frase. Voi non potete immaginare quante volte ho mangiato come una mucca durante questi nove mesi (la moglie, i colleghi e gli amici possono testimoniare), senza mai rallentare la discesa proprio grazie al movimento fisico.

Fatto tutto questo preambolo, spetta a voi la scelta del tipo di attività fisica in cui cimentarvi. Personalmente, mi è sempre piaciuta la corsa leggera (jogging) e le lunghe camminate. Nel mio caso quindi si è trattato di trovare il modo di fare corsa o jogging con maggiore frequenza, sfruttando anche i ritagli di tempo e senza dover essere soggetto alle intemperie (freddo, pioggia, neve, ecc. ecc.). Risultato: mi sono comprato un bel tapis roulant ed ho cominciato a camminarci tutti i giorni per 1 ora, incrementando la velocità in maniera graduale.

Allenarsi a casa propria ha vantaggi e svantaggi: il vantaggio principale è la possibilità di esercitarvi anche quando il tempo è brutto, anche quando avete poco tempo e quando non avete voglia di uscire di casa per qualsiasi motivo. Lo svantaggio principale è il rischio di continuare a rimandare il momento di esercitarvi perchè “…tanto ho il tapis in casa e lo posso usare quando voglio… lo userò domani, prometto !”. Voi fate come volete, purchè facciate qualcosa 🙂

Avete scelto la vostra attività fisica preferita e vi siete dotati degli strumenti necessari per praticarla ? Bene, adesso vi manca una sola cosa, tanto semplice quanto importante: tracciate quello che fate. Usate lo stesso foglio excel di cui parlavamo nella puntata precedente ed aggiungete 3 colonne sulla destra: “Attività Fisica S/N” (ossia segnate S su sfondo verde se quel giorno avete fatto esercizio, oppure N su sfondo rosso se avete mancato di farlo), “Durata” (segnate quanti minuti vi siete esercitati) e, nel caso si tratti di un’attività misurabile in termini di distanza, metteteci anche quanti km avete percorso. Impegnatevi ad avere almeno 3 “S” su sfondo verde ogni settimana, non fatene passare nemmeno una senza aver fatto almeno 3 volte esercizio fisico per almeno 30 minuti (questo è davvero il minimo sindacale).

Mettetevi davanti un traguardo da raggiungere, tipo fare 1.000 kilometri sul tappeto (io sono a 933… manca poco !), o farne 5.000 in bicicletta, o fare 500 vasche in piscina, o 100 ingressi in palestra… insomma vedete voi quale obiettivo è più sensato per il tipo di attività che avete scelto, ma stabilitelo fin dall’inizio e promettete a voi stessi di non abbandonare l’attività fisica fino a quando non avrete raggiunto il vostro obiettivo. Dopo potrete anche dare fuoco al tapis roulant… ma solo dopo però 😉 !

Cercate di allenarvi spesso, anche tutti i giorni. Magari anche solo per 20-30 minuti, ma fatelo. Ci saranno volte in cui salterete l’allenamento per mille motivi di causa maggiore, quindi cercate di non saltarli anche per semplice pigrizia. Questa è la parte più difficile: combattere la pigrizia. Non ho consigli da darvi su questo argomento, posso solo augurarvi “Che la Forza sia con te” (May the Force be with you), come disse Obi-Wan Kenobi a Ian Solo.

…Mi sono accorto di essermi dilungato più del previsto, pertanto concludo l’articolo e vi rimando alle prossime puntate per i restanti 7 consigli per la dieta (i prossimi saranno meno banali di questo, ve lo prometto 😉 )


Consigli per la Dieta – Parte 1

Nove mesi sono passati da quando ho iniziato la dieta. Era Domenica 1 Maggio 2011 e pesavo 116 Kg. Oggi ne peso 82 (34 Kg in meno) e non credevo nemmeno lontanamente di poter raggiungere questo risultato. La cosa più bella è che non ho fatto mai fatica, non sono andato in depressione ed ho perso il conto delle volte in cui ho mangiato senza limiti 😉

In questi 9 mesi ho imparato diverse cose sulla dieta in generale, ed ho pensato che poteva essere utile condividerle con altri.

Premetto: non sono un dietologo e neanche un nutrizionista, e ovviamente non mi voglio sostituire a queste figure ben più qualificate a darvi consigli. Tuttavia, io ho fatto da solo e sono pienamente soddisfatto. Inoltre, non darò mai a nessuno consigli su cosa mangiare e cosa evitare. Quello che farò sarà darvi consigli pratici su come gestire una dieta lunga 270 giorni (finora).

Ecco la prima parte dei consigli (alcuni sono davvero banali, ma vale la pena ricordarli):

1- Scegliete una data significativa per iniziare

Non iniziate la vostra dieta in un giorno qualsiasi. Scegliete una data che sia facile da memorizzare (es. il 1° del mese) per poter contare facilmente il passare dei mesi e ricordare il momento della “pesatura ufficiale” (vedi punto n.9) , possibilmente che coincida con un lunedì o con un giorno speciale (nel mio caso, il giorno in cui mia moglie è andata al mare con mia suocera, abbandonandomi per una settimana 🙂 ) e, badate bene che questo è importante, che sia una data dove, almeno per le successive 2 settimane, non ci siano feste, ricorrenze o vacanze.

Le prime due settimane di dieta sono critiche, e dovrete rimanere concentrati. Se iniziate a dover fare i conti con una cena di anniversario alla prima settimana di dieta, o con una festa di matrimonio alla seconda settimana, le vostre speranze di uscirne vivi saranno prossime allo zero. 

2- Misurate i risultati

Ci sono due metriche che dovrete utilizzare per misurare i vostri progressi. Una è il peso (vi serve una buona bilancia elettronica), e l’altra è la circonferenza all’altezza dell’ombelico (vi serve un metro da sarta).

Perchè usare due metriche ? Non basta la bilancia ? No, non basta. A volte mangerete cose magre ma difficili da digerire (es. bistecca), che vi faranno risultare più pesanti per i successivi 2 giorni, ma la circonferenza che diminuisce vi informerà che state andando avanti nella maniera giusta. D’altra parte, a volte sarete più gonfi (prenderete 1-2 centimetri di girovita), ma la bilancia vi dirà che state comunque scendendo di peso. Pesatevi sempre di mattina e sempre nelle stesse condizioni (es. sempre in mutande, dopo aver espulso tutto quello che avete da espellere, di liquido e di solido :-)).

Mi raccomando, è fondamentale che teniate traccia dei risultati: usate un normalissimo foglio excel con 5 colonne: “Giorno Progressivo” (da 1 a…), “Data Esatta” (1 Gennaio 2012), “Peso in Kg”, “Girovita in cm”, “Progressivo Kg Persi” (la differenza tra peso attuale e peso iniziale), “Progressivo cm Persi” (la differenza tra girovita attuale e girovita iniziale). Ricordatevi di aggiornarlo regolarmente per rendervi conto in maniera oggettiva di come procede la vostra dieta. Non affidatevi alla memoria… la memoria spesso inganna !

Il consiglio più sensato è quello di pesarvi una volta la settimana, sempre lo stesso giorno (es. la mattina del sabato), ma la verità che che è molto meglio se vi pesate a giorni alterni: questo vi permetterà di sapere come state andando e di accorgervi subito se è il caso di stringere o allentare la corda. Se sapete di aver sgarrato, non pesatevi il giorno dopo (l’unico risultato sarebbe quello di demoralizzarvi). State a dieta stretta per tutto il giorno successivo e magari anche per quello dopo, e solo allora pesatevi.

Per gli altri 8 consigli (eh sì, si tratta di un decalogo 🙂 ), non vi resta che aspettare !


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