Archivi categoria: Work

Windows su iPad ? Yes, You Can !

…e non sto parlando di violentare il tablet per installarci sopra Windows XP o 7…

Nell’ultimo anno, l’adozione massiccia dei dispositivi tablet (iPad & Co.) ha contribuito all’esplosione delle richieste da parte degli utenti di accedere al proprio PC aziendale (e relative applicazioni installate) indipendentemente dal luogo e dal device da cui ci si connette.

La tecnologia che rende possibile l’accesso alla propria postazione di lavoro in qualsiasi momento, da qualsiasi luogo e con qualsiasi dispositivo prende il nome di VDI (Virtual Desktop Infrastructure). E’ un mondo vastissimo e discretamente complesso, che richiede tempo e fatica per essere padroneggiato da un punto di vista del disegno e soprattutto del dimensionamento dell’architettura sottostante.

Infatti, l’architettura cambia completamente in base al tipo di soluzione di virtualizzazione che un’azienda decide di adottare:

Hosted VDI: il vostro desktop, con tutte le sue possibili personalizzazioni, non risiede più fisicamente all’interno del PC ma viene eseguito remotamente (insieme ai PC di tutti i vostri colleghi) da una batteria di server posizionati nel CED della vostra azienda

Hosted Shared Desktop: stesso concetto espresso prima, con la differenza che il desktop non è dedicato a voi in maniera esclusiva, bensì tutti gli utenti in realtà sono collegati e condividono le risorse di un medesimo “Terminal Server” che mette a loro disposizione le varie applicazioni. Nessuna possibilità di personalizzazione in questo caso… ma il conto economico ne trae vantaggio (leggi: la libertà si paga) 🙂

Application Streaming: perchè continuare ad avere un sistema operativo, quando quello che ci serve molto spesso sono solo le solite 4-5 applicazioni (browser, office, acrobat, ecc.) ? Volendo, è possibile collegarsi da dispositivi privi di un sistema operativo “classico” ad applicazioni pubblicate centralmente (avviare Internet Explorer da un iPad, per esempio). Anche in questo caso, la libertà è limitata al minimo, ma l’infrastruttura è sicuramente più snella e meno onerosa.

Fatto tutto questo preambolo… ma perchè ho scritto questo articolo ? Forse perchè finalmente adesso, dopo un paio di anni di intenso studio della tematica, riesco a venirne a capo, ma soprattutto perchè riuscire ad accedere alle applicazioni Windows che mi servono per lavorare dal mio iPad è una bella soddisfazione 🙂

Annunci

And the winner is…

Luogo: Barcellona, 25 Ottobre 2011.

Evento: Congresso internazionale Citrix Summit, premiazione dei migliori partner europei.

“…E per la categoria del partner italiano a maggior crescita, il vincitore è: Maticmind”

Ritirano il premio Antonio Scarfò, Responsabile Business Development, e Matteo Scicolone, Senior IT Consultant.

Applausi dalla platea, ringraziamenti di dovere e foto a imperitura memoria.


Zenit e Nadir…

Zenit = culmine, apice, punto più alto.
Nadir = opposto dello zenit, quindi punto più basso.

Ieri è stata una grande giornata, probabilmente l’apice della mia carriera lavorativa (lo Zenit, appunto). Abbiamo inaugurato il nostro nuovo Solution Center (praticamente un posto dove abbiamo racchiuso tutto il meglio della tecnologia informatica disponibile oggi). Per l’inaugurazione abbiamo invitato un centinaio di persone, tra super-mega-top manager di aziende partner (Cisco, EMC, Vmware tra gli altri) e super-mega responsabili informatici dei nostri clienti.

In questa occasione ho avuto il privilegio di esporre la presentazione più importante della giornata, dove ho raccontato cosa è contenuto nel Solution Center, perchè lo abbiamo fatto e come intendiamo usarlo. Eccomi in azione:

Molto probabilmente non ve ne fregherà niente, ma la presentazione che ho creato e raccontato è questa qui sotto (ho dovuto togliere le animazioni per metterla qui, perciò alcune slide risultano noiose…):

La presentazione è stata un successo: è piaciuta a tutti e io ne sono veramente soddisfatto. E questo era lo Zenit.

Nello stesso tempo, ieri ho toccato anche il punto più basso (il Nadir), mettendo la cravatta meno costosa della storia: € 3,80 dai cinesi di fianco al nostro ufficio. Sfido chiunque a fare di meglio (o di peggio, dipende dai punti di vista) 😉

P.S. Sarà anche costata poco (anzi, pochissimo), però a me piace un sacco !


Esempio di concorrenza sleale

Oggi mi trovo a Roma, al Forum PA, un evento a livello nazionale dove sono riunite tutte le principali aziende che producono o vendono tecnologia alle aziende della Pubblica Amministrazione italiana (Comuni, Regioni, Ministeri, ASL ecc.).

Io mi trovo qui in rappresentanza della mia azienda. A fianco a me ci sono i rappresentanti di un’azienda nostra concorrente. E qui scatta la concorrenza sleale. Prego osservare la foto:

Secondo voi, considerando la larga maggioranza di pubblico maschile, dove vanno tutti a chiedere informazioni, materiale informativo, visite di approfondimento ? Dal ciccione con la faccia simpatica o dalla signorina ben truccata ???


La “Regola del P.O.R.C.O.”

Beppe Severgnini è uno dei più noti e apprezzati giornalisti italiani. E’ anche scrittore di libri, che personalmente ritengo sempre interessanti, educativi ed ironici allo stesso tempo.

Nel suo libro “Italiano: lezioni semiserie”, Beppe ha descritto la sua “Regola del P.O.R.C.O.”, da applicarsi ogni volta che scriviamo un testo (lettera, email, speech, ecc.).

La regola del P.O.R.C.O. non fa chiaramente riferimento a cose sconce: è piuttosto l’acronimo delle parole Pensa, Organizza, Rigurgita, Correggi, Ometti.

.

  • Pensa (aspetta a scrivere; prima decidi cosa vuoi dire)
  • Organizza (metti giù un breve schema dei punti principali)
  • Rigurgita (scrivi di getto, senza pensarci troppo)
  • Correggi (rileggi e revisiona almeno un paio di volte)
  • Ometti (asciuga e riduci il testo, togli tutto ciò che è superfluo)

Ho sempre applicato quasi “istintivamente” le prime 4 lettere della regola (ossia le fasi P.O.R.C.), ma negli ultimi anni ho scoperto l’efficacia della ultima “O” – Ometti (cioè Togli). Qualsiasi testo, anche se corretto, nella sua prima versione risulta sempre essere troppo lungo. O per lo meno, più lungo di quanto dovrebbe essere.

A volte pensiamo che usare molte parole, aggettivi, avverbi, contribuisca ad accrescere il valore del nostro testo. Ma siccome difficilmente facciamo un lavoro retribuito “a pagine prodotte”, questa convinzione è sbagliata. Un testo con pochissimi fronzoli, senza ripetizioni inutili, con frasi possibilmente brevi e con adeguata punteggiatura è quanto di meglio si possa fare per comunicare in maniera efficace.


L’arte di presentare

Bella questa slide, nella quale mi sono imbattuto per caso qualche tempo fa:

Praticamente il senso è: quando presenti qualcosa a qualcuno, non limitarti a ripetere un elenco di frasi più o meno imparate a memoria; sarai noioso e l’impatto finale sarà minimo.  Avrai molto più successo se, mentre parli, ti ricordi questi 6 punti:

  1. Non importano solo le funzionalità: anche l’estetica delle tue slide (se ne hai) è importante
  2. Non elencare solo una serie di fatti: cerca di raccontare una storia (introduzione, corpo, conclusione)
  3. Non essere troppo concentrato sul singolo prodotto: cerca di creare una “sinfonia” di prodotti/soluzioni/idee
  4. Non basarti solo sulla fredda logica: cerca di provare empatia, ossia di metterti nei panni di chi ti ascolta
  5. Non essere troppo serio: prova a sdrammatizzare la situazione
  6. Non accumulare solo una lunga serie di sterili nozioni: cerca sempre di dare un senso a quello che dici

Questa è la differenza tra uno speaker “nella media” ed uno “che spacca”. Provare per credere !


Consulting Lesson #6

Nota: solo per addetti ai lavori

Traduzione:

“Abbiamo un documento di Business Analysis di 1.500 pagine e un documento di disegno tecnico di 2.500 pagine”

“WOW ! Sono stupito ! Come mai c’è bisogno di documenti così enormi ?”

“Per essere certi che nessuno li legga mai”


PowerPoint Effect

Nota: solo per addetti ai lavori

Traduzione:

“Le tue slide PowerPoint hanno impressionato i dirigenti così tanto che stanno cambiando tutta la nostra strategia”

“Quelle slide non erano niente altro che un sacco di immondizia vestita in modo da sembrare bella”

“..E questo è esattamente come sarà la nostra nuova linea di prodotti !


Il Mentore

…Se hai altre domande, ricordati che mi disturberai… hahahaha !


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: