Giappone

16 giorni nella Terra del Sol Levante, dal 11 al 26 Agosto 2010.

Prima di tutto, il giudizio complessivo (è necessario premettere che ovviamente tale giudizio è assolutamente soggettivo e come tale va considerato):

Versione breve:
Giappone: bello…ma non bellissimo
 
Versione estesa:
Questo è il terzo viaggio “estivo” in Asia: negli ultimi 3 anni abbiamo infatti visitato nell’ordine India, Cina e quindi Giappone, con l’idea di farci un’idea abbastanza variegata di quello che il Continente ha da offrire. In conclusione direi questo: in India ci tornerei (anche se è stato un trauma), in Cina ci tornerei (è stato bellissimo), in Giappone… non penso che ci tornerei. I posti sono belli, tutto è pulito, ordinato, preciso, mangiato sempre bene, mai avuto problemi di nessun tipo, però… non ci ha convinto !
 
Ricordo più bello:
Senza nessun dubbio, il sushi !!

 

Ecco alcune informazioni sulla pianificazione del viaggio:

Il volo è avvenuto con Aeroflot (compagnia Russa), che costava molto meno di tutte le altre (200 Euro meno a testa). Milano-Mosca-Tokyo A/R a 720 Euro. Voli puntuali, aerei nuovi e puliti, direi che è da consigliare !

Le tappe che abbiamo toccato sono state, nell’ordine:
-Tokyo (3 giorni pieni + rimasugli + arrivo e partenza)
-Kamakura (meno di 1 giorno, senza pernotto)
-Nikko (meno di 1 giorno, senza pernotto)
-Tsumago/Magone (1,5 giorni, con pernotto)
-Takayama (1 giorno, con pernotto)
-Kyoto (2 giorni pieni + rimasugli)
-Nara (meno di 1 giorno, senza pernotto)
-Miyajima (meno di 1 giorno, senza pernotto)
-Hiroshima (1 giorno, con pernotto)

Giudizio complessivo: tutte belle, da non perdere.
-Tokyo ci è piaciuta molto, basta dedicare il giusto tempo ad ogni quartiere, altrimenti ci si annoia facilmente.
-Miyajima è davvero molto carina, sarebbe stato bello fermarsi a dormire
-Hiroshima è carina e le testimonianze della bomba sono davvero toccanti
-Kyoto è stata un po’ una delusione: tutti dicevano che avremmo trovato il Giappone che tutti si immaginano…ma così non è stato… i templi sono molti e molto belli, ma sono sparsi, alla lunga sono ripetitivi, e l’atmosfera che si respirà in città non è poi così tradizionale (tranne in alcune vie – poche – e nei templi – e neanche così tanto)

Altro argomento: quanto costa ? Direi che si può tranquillamente risparmiare, basta essere un po’ attenti nelle scelte che si fanno. Noi abbiamo dormito mediamente con 50-70 Euro/notte/camera, e si può mangiare con 5/10 Euro/pasto/testa (fast food di cibi tradizionali, bancarelle, ramen, cibo delle stazioni o dei piccoli supermercatini). Certo che si può anche spendere molto per dormire (230 Euro/notte/camera in ryokan – stupendo – a Tsumago) o per mangiare (60-70 Euro a coppia per cena di sushi, tempura, tonkatsu o altre specialità in ristoranti di medio/alto livello).

I trasporti invece sono molto cari, a mio avviso, ed è per questo che è fondamentale andare muniti di Japan Rail Pass, che oltre che essere economico semplifica anche la vita.

Concludo dicendo che l’inglese non è assolutamente diffuso, ma ce la si può cavare benissimo comunque, basta avere un minimo di preparazione prima di partire (cartine, nomi di luoghi ecc.)

Veniamo adesso al diario vero e proprio, con le varie tappe che abbiamo toccato (anche se non sono in ordine cronologico…)

Kamakura è una delle escursioni che si possono fare in giornata da Tokyo, per uscire un po’ dalla grande metropoli… Partendo di buon mattino, in treno da Tokyo, si riesce a visitare Kamakura (le cose principali) con calma e tornando a Tokyo a metà del pomeriggio.

Kamakura è famosa per il Grande Budda (Daibutsu) e per alcuni templi nelle vicinanze. Noi, non essendo appassionati di templi e sapendo che ne avremmo visti a tonnellate, ci siamo limitati al tempio di Hasedera. Arrivati alla stazione di Kamakura, un trenino porta ad Hase, dalla cui stazione si arriva a piedi in poco tempo sia al Buddha che al tempio di Hasedera.

Purtroppo, ad Agosto il clima è tremendamente caldo ed afoso, ed il cielo è spesso di un bianco lattiginoso che rende difficile fare foto degne.

Il Grande Buddha di bronzo…
 

Il tempio di Hasedera è una piacevole sorpresa… un po’ defilato dalla strada principale del paese, ma molto molto carino. Oltre al tempio vero e proprio, ed al panorama, ci sono parecchi scorci interessanti…

Dopo la visita di Kamakura, suggerisco un giorno senza spostamenti a Tokyo, e di andare a Nikko il giorno ancora successivo (quindi ad esempio fare: Tokyo, Kamakura, Tokyo, Nikko).

Qui il viaggio in treno è più lungo, ma come sempre i treni sono puntualissimi, molto spaziosi e con aria condizionata quindi non si soffre più di tanto !

A proposito dei treni veloci giapponesi (Shinkansen), sono troppo belli !

Nikko…altra escursione da fare in giornata partendo da Tokyo. Non ci ha entusiasmato, ma dal momento che arrivare a Nikko non richiede chissà quali spostamenti, è comunque giustificata una visita di meno di un giorno.

Kyoto: alloggiavamo all’ostello K’s House (in camera doppia con bagno in comune). A meno di 10 minuti a piedi dalla stazione di Kyoto (enorme, super moderna e piena di ristoranti ai piani 10 e 11 !!!). Prezzo modesto (mi pare 52Eur/stanza/notte), lavanderia, bici a noleggio, vicino ad uno stop dei bus e della metro).

Intanto dico questo: il primo giorno a Kyoto abbiamo noleggiato una bici per tutto il giorno (6 Euro al giorno). In molti viaggi ho preso la bici per visitare alcune città, ed è sempre stato bello… in questo caso, direi che non lo consiglio: il caldo e l’afa a Kyoto sono terrificanti !! Siamo arrivati alle 4 del pomeriggio in hotel distrutti ! Quindi, molto meglio girare con il pass giornaliero dei bus che sono comodissimi ed arrivano dovunque (ed hanno l’aria condizionata)

In bicicletta il primo giorno abbiamo fatto la zona nord-est della città, dove sicuramente la cosa più bella è stata il padiglione d’argento (Ginkaku-ji), ma soprattutto il suo giardino. Ecco le foto:  





Quindi abbiamo fatto il famoso Sentiero del Filosofo che passa accanto ad un piccolo fiume. Vi avviso comunque che se non è primavera, gli alberi non sono in fiore ed il sentiero dopo pochi metri diventa assai noioso…in questo caso meno male che eravamo in bicicletta così in pochi minuti lo abbiamo completato da parte a parte.

Successivamente abbiamo visto altri tempi, il Nanzenji ed il Chionin, comunque sempre in quella zona e meno interessanti del padiglione d’argento.

Utile a questo proposito la seguente pagina http://www.japan-guide.com/e/e3907.html

Il giorno successivo, con il pass degli autobus, visitiamo invece la zona nord-ovest della città, ed in particolare il padiglione d’oro (Kinkakuji) ed il Ryoanji, famoso per il suo giardino zen di sole rocce.

Notevoli entrambi, soprattutto il primo, visto che il secondo è indubbiamente più complesso da apprezzare, visto che pagare un certo numero di euri (non ricordo quanti) per vedere un rettangolo con delle rocce (parlo volutamente da profano, in realtà l’ho apprezzato) può lasciare in qualche modo sconcertati.

Il padiglione d’oro…

Ecco invece le foto del Ryoanji. Il giardino zen è comunque interessante perchè “sfida” a riflettere sul significato della disposizione delle rocce. Ed in ogni caso, ci sono anche altri posti carini all’interno del tempio…

Mentre eravamo in bicicletta nella zona nord-est di Kyoto, abbiamo incontrato casualmente un set fotografico con corredo di modelle in kimono !!! Ovviamente non potevo farmi scappare questa occasione ed ho consumato le batterie della reflex !

Lo stesso pomeriggio della visita al padiglione d’oro ed al giardino zen, dopo una pausa in hotel, ma molto molto più riposati rispetto al giorno prima dove avevamo usato le bici, siamo andati a completare la visita della zona est, visitando in pariticolare il tempio Kyomizudera, con il suo famoso balcone.

Molto carine, oltre al tempio, le viuzze attorno… sia la via in salita che conduce proprio al tempio, piena di negozi di souvenir e di negozi di cosette da mangiare (gelati, dolci, ecc.), sia le vie laterali, Ninenzaka e Sannenzaka. Occhio però che alle 18:00 chiude tutto… direi che è il caso di uscire dal tempio Kyomizudera entro le 17:00 per godersi una passeggiata ed un gelato in queste viuzze proprio carine.

A poca distanza dal tempio Kyomizudera e dalle viette che vi dicevo, si trova anche il quartiere di Gion, famoso per le geishe, le sale da te, ecc. ecc.

Ovviamente un giro in queste vie va fatto, sono anche carine (niente di speciale però), ma ovviamente il fatto di vedere una geisha è solo dipendente dal vostro fattore C. Il mio fattore C me lo ero giocato tutto beccando le modelle in kimono il giorno prima, quindi va da sè che di geishe neanche l’ombra… pazienza !

Miyajima…che bel posto ! Ci si arriva da Kyoto, passando per Hiroshima. Noi siamo partiti la mattina da Kyoto, arrivati ad Hiroshima, andati in albergo ad Hiroshima, lasciato i bagagli e tornati in stazione (3 minuti a piedi dall’Hana Hostel di Hiroshima, consigliato !) per prendere il treno per Miyajima, che è davvero poco distante (il tragitto in treno da Hiroshima a Miyajima ci mette 20 minuti o giù di li)…

Arrivati alla stazione di Miyajimaguchi, si scende dal treno, si fanno forse 300 metri a piedi in linea retta, e si arriva al molo del paese, dove partono frequenti traghetti per l’isola (i traghetti sono inclusi nel Japan Rail Pass).

Potete vedere il famoso torii arancione ancora prima di toccare terra:
 

Sull’isola sono presenti cervi abituati alla presenza umana, come anche a Nara (di cui parlerò più avanti), però qui non è possibile dare loro da mangiare:

Qui sull’isola vengono prodotti dei dolcetti tipici che si chiamano momiji (a forma di foglia di acero) che vi consiglio di provare perchè sono molto profumati e morbidissimi.

Inoltre nei negozi di souvenir troverete tantissime bambole tipiche in legno (si chiamano kokeshi) con vari prezzi. Noi ne abbiamo comprata una molto carina che adesso ci guarda dalla libreria di casa nostra !

In conclusione, noi a Miyajima non abbiamo avuto il privilegio di vedere il torii “galleggiare”, ossia con l’alta marea che porta l’acqua di mare a coprire interamente la sua base, ma anche così questa visita ci è piaciuta.

Nara: questa famosa località turistica giapponese si raggiunge in giornata da Kyoto, prendendo un treno espresso (50 minuti di tragitto), oppure quello locale (mi pare 70+ minuti).  Perchè si visita Nara ? Noi ci siamo andati per due soli motivi… 1) i daini e 2) il Buddha GiganteA Nara c’è un parco dove centinaia di daini girano liberi e tranquilli, oramai abituatissimi a vedere esseri umani e a ricevere cibo direttamente dalle loro mani !

Lungo il tragitto dalla stazione di Nara al parco (noi abbiamo noleggiato una bicicletta in stazione e stavolta ve lo consiglio…abbiamo trovato una coppia di ragazzi italiani sulla via del ritorno che mi voleva pagare di più del noleggio per poter prendere le nostre biciclette…) trovate in diversi punti delle bancarelle che vendono dei biscottini fatti apposta per i daini, per la cifra di 1 Eur a confezione. Voi li comprate, vi avvicinate al primo daino (se non arriva prima lui), e vedete cosa capita…

Tuttavia, oltre ai cervi c’è il Buddha Gigante (di legno, mi pare), che anche lui merita di essere visto ! Questo è l’imponente edificio che lo contiene:

E’ anche interessante il portale di accesso al tempio, che in pratica è una costruzione separata rispetto al tempio vero e proprio, dove ai due lati ci sono altrettante statue di “demoni” che fanno la guardia. Avevo letto da qualche parte che queste “guardie” del tempio hanno un nome ben preciso, ma non ricordo quale. In ogni caso, sono davvero grandi e fatte in modo molto molto realistico…fanno quasi impressione ! Peccato però che siano dietro una “bella” rete metallica, che impedisce di vederle bene e ovviamente anche di fare foto !

Il Buddha gigante è all’interno della costruzione che vedete in foto, ma siccome le foto non gli rendono giustizia, evito di metterle.

Finito il nostro giro (ci sarebbero da vedere altre cose a Nara… ma in verità non ci teniamo poi così tanto…quello che ci interessava lo abbiamo visto, possiamo tornare a Kyoto), rientriamo in stazione per la prossima meta: il Fushimi Inari.

Prendiamo il treno da Nara a Kyoto ed arriviamo alla stazione di Inari. Appena usciti, dopo pochi metri c’è il Fushimi Inari, questo complesso di torii di colore arancione messi tutti in fila a formare un percorso di 4 kilometri (mi pare)…
Noi arriviamo verso l’una del pomeriggio…fa caldo…ovviamente non abbiamo intenzione di farci i 4 km di scarpinata anche perchè sono in salita… quindi facciamo una breve passeggiata di qualche centinaio di metri, giusto per farci un’idea del posto e per scattare alcune foto da portare a casa…

Hiroshima. Qui a Hiroshima siamo alloggiati all’Hana Hostel, in camera con bagno privato a circa 60Eur/stanza/notte, a 3 minuti a piedi dalla stazione, quindi comodissimo e da consigliare !

Sulla città non credo ci sia niente da dire: ci si va per vedere con i propri occhi le testimonianze della bomba atomica ed è bello vedere come la città sia riuscita a riprendersi da un tale shock ! Noi ci sistemiamo ad Hiroshima dopo essere tornati da Miyajima, quindi la visita ai luoghi della bomba è programmata per il giorno dopo. La sera decidiamo di andare a cenare al centro commerciale annesso alla stazione, che si chiama ASSE. Al 7mo piano ci sono i ristoranti di medio/alto livello (come all’11mo piano della stazione di Kyoto), mentre al 2ndo piano ci sono solo ristoranti della specialità di Hiroshima, che sarebbe l’okonomiyaki, però in una versione diversa da quella che abbiamo mangiato a Tokyo (in questo caso, essendo più elaborata, la preparazione del piatto la fa il cuoco, e non voi stessi !).

Arriva quindi il momento di visitare il “parco della pace”, il museo della bomba atomica ed il monumento “A-Bomb Dome”, che testimonia l’orrore di quell’evento.

Ecco l’A-Bomb Dome, quello che rimane di un edificio ben più grande, che si trovava a meno di 200m del luogo dove la bomba è esplosa:

Nel parco attorno a questo monumento, ci sono varie sculture, che chiaramente sono a supporto della pace mondiale. Presso una di queste sculture si trovano migliaia e migliaia di piccole gru di carta (origami), che simboleggiano proprio il desiderio di pace:

Al termine della passeggiata nel parco, visitiamo il museo della bomba atomica, che devo dire è da un certo punto di vista shoccante (si scrive così ?), ma è anche abbastanza equilibrato e informativo senza esagerare con il patriottismo e le recriminazioni. Ovviamente è una tappa fondamentale per qualsiasi essere umano che passi da queste parti.

Il museo della bomba atomica:

Tsumago e Magome, due località molto caratteristiche (e molto piccole) che si trovano lungo l’antica strada postale che collegava Tokyo con Kyoto, che si chiama Nakasendo Road. Perchè ci siamo andati ? Per una serie di motivi:
1) la guida (LP) ne parlava come di posti meravigliosi ed ancora poco conosciuti, dove si respira l’aria dell’antico Giappone
2) in effetti volevamo trovare qualcosa dal sapore “bucolico” dove fermarci nella tratta Tokyo-Kyoto
3) esiste un trekking di 8km che collega Tsumago e Magome, e noi non volevamo farcelo scappare (si…peso 120kg ma mi piace camminare…una volta l’anno…)
4) volevamo provare il soggiorno in un ryokan tradizionale, che però fosse immerso in un contesto altrettanto tradizionale

Ecco il ryokan dove abbiamo soggiornato a Tsumago. Si chiama Fujioto, ed è il più bello di tutta Tsumago (ed anche il più caro ). Questa era la vista dalla nostra stanza…

 

Piccola nota sul trasferimento: noi siamo arrivati a Tsumago partendo la mattina stessa da Tokyo. Ci siamo fatti un bel 4 ore di treno con 1 cambio a Nagoya, fin quando siamo arrivati alla minuscola stazione di Nagiso (se volete i dettagli della tratta ferroviaria, andate sul sito Hyperdia.com).

Da lì, due scelte: o bus o taxi. I bus sono poco frequenti, quindi siamo andati in taxi per la “modica” cifra di 14 Eur per circa 5 minuti di tragitto… basta dire Tsumago e vi portano al parcheggio alle porte del paesino: da lì a piedi arrivate dovunque in poco tempo.

Arriviamo al nostro ryokan, ci accolgono, mettiamo giù le valigie e partiamo per questo trekking di 8 km. Il consiglio è di farlo nella direzione Magome –> Tsumago e non viceversa perchè così si fanno solo 2 km di salita e 6 di discesa.

Quindi prendiamo un bus per Magome, da dove partirà il nostro cammino (i bus non sono frequenti), dove arriviamo per le 13:30 circa.

Visita del paesino (meno di 1 ora), beviamo una bibita e visitiamo qualche negozio di artigianato locale. Il paesino è sicuramente carino, complice anche la bella giornata.

Alle 14:00 ci mettiamo ufficialmente in marcia per il percorso che ci riporterà a Tsumago. Per fare questi 8 km ci vogliono tra le 2,5 e le 3 ore. Noi ci mettiamo 3 ore spaccate.

Ecco alcuni scorci lungo il cammino:

Quella stessa sera, durante la nostra cena, si è scatenato un diluvio universale, ed è stato piacevole perchè ha rinfrescato l’aria. Terminata la cena ed anche il temporale, siamo usciti nel paesino, ovviamente deserto in quanto tutti i turisti se ne vanno verso le 17:00.

Guardate che bello (autoscatto senza flash, con macchina poggiata su panchina di legno bagnata…cosa non si fa per portare a casa una foto ricordo…):

Passiamo una buona notte di riposo sul futon (mai provato prima), ci svegliamo e andiamo a fare colazione giapponese. Se mi permettete: fatelo una volta, poi basta ! A parte il salmone grigliato, il riso bollito, la frittata ed un intingolo di funghetti (che volendo, ci può stare), per il resto sono verdure (amare) bollite, cetrioli…mi vengono i brividi ! Comunque andava provato !

Lasciamo le valigie già pronte in camera e facciamo un giro mooooolto calmo per il paesino. Sono le 8:30, il nostro treno parte alle 12:30, il nostro bus da Tsumago alla stazione parte alle 11:55… La gente comincia ad arrivare con i pulman turistici verso le 10:30, quindi se volete girare in tranquillità vi conviene farlo prima !

Questo è lo scorcio più famoso di Tsumago. La mattina però è controsole, quindi sono stato costretto a farla in B/N (però non è comunque male, no ?)

Terminato il giretto a Tsumago, con tanto di gelato e di acquisto souvenir, saldiamo il conto al ryokan (solo cash…) e salutiamo il caro FRANCO, il proprietario GIAPPONESE

Il suo nome chiaramente non è Franco, ma è stato in Italia tanti anni, lavorava addirittura come direttore generale di un’azienda, parla bene l’italiano e quando accoglie altri italiani nel suo ryokan li tratta con i guanti ! Infatti noi, che eravamo gli unici italiani quella notte (gli altri erano spagnoli e giapponesi) abbiamo avuto la stanza più bella, e sia lui che la moglie che la figlia ci hanno assistito in tutto e per tutto !

Ecco Franco !

Takayama: partend0 da Tsumago con il bus, poi treno da Nagiso a Nagoya, quindi ultimo tratto fino a Takayama. Tutto il tragitto in treno richiede poco più di 4 ore. Essendo partiti dalla stazione di Nagiso verso le 12:30, arriviamo a Takayama intorno alle 16:30.

Stasera alloggiamo in un minshuku, struttura ricettiva tipica giapponese, simile ad un ryokan ma con stanze di dimensioni più piccole (almeno così ho capito), e quindi più economico. Il nostro minshuku di oggi si chiama KUWATANIYA e si trova a 5 minuti a piedi dalla stazione, per un prezzo di circa 80Eur/stanza/notte. Questo è stato il secondo alloggio più caro dove abbiamo dormito, dopo il ryokan. Tutti gli altri erano al di sotto dei 60Eur/stanza/notte.

Comunque anche questo posto è molto carino, pulito, si dorme su futon, il bagno chiaramente è in comune ma è super pulito, e c’è il classico onsen in comune (diviso per sesso). La proprietaria non spiccica una parola di inglese ma è molto simpatica e gentile. Lo consiglio, anche perchè ci potete arrivare a piedi anche se avete bagaglio da trascinare. Inoltre, appena fuori la stazione c’è un chiosco di informazioni turistiche, e se chiedete alla signorina dove si trova il minshuku Kuwataniya vi danno una mappa e vi segnano il percorso (che cmq è molto semplice).

Detto questo, molliamo i bagagli e facciamo un primo giro a piedi per questa città, che per la verità visiteremo decisamente di corsa in quanto domani subito dopo pranzo dobbiamo andare a Kyoto. Però comunque siamo riusciti a vedere tante cose lo stesso.

Passiamo una notte un po’ movimentata sul nostro futon (movimentata perchè la finestra dava sulla strada, illuminata con i lampioni, peccato che non ci fossero tende nè tapparelle… quindi la luce entrava beata attraverso il vetro opaco e sembrava giorno ! A un certo punto ho preso la cintura dello yukata e me la sono legata sugli occhi, pur di riuscire a dormire !!!

Comunque, facciamo colazione in camera con alcune cose comprate la sera prima, e ci prepariamo a visitare brevemente la città ed i suoi dintorni. Inizialmente usciamo a piedi, molto presto (sono le 7:30) per riuscire a fare tutto. Il centro di Takayama ha due cose interessanti (in teoria):
1) i mercatini
2) le viuzze con le case tradizionali

Entrambe le cose sono a breve distanza a piedi da dove si trova il nostro minshuku, quindi nessun problema. I mercatini sono una delusione nel senso che non c’è proprio niente di interessante, tranne qualche stranezza commestibile che però non ci ha invogliati nè a comprare nè ad assaggiare. Le viuzze sono carine, anche se niente di speciale (forse perchè arriviamo da Tsumago/Magome, dove non c’erano motorini o automobili in giro…)

Ecco la miglior foto che ho fatto:

Conclusa questa passeggiata, rientriamo in hotel dove paghiamo la camera e chiediamo se sono disponibili biciclette per fare un giro un po’ più lontano (avevamo visto dei cartelli affissi nel corridoio che dicevano che si potevano chiedere biciclette). La sorpresa è stata che, non solo le biciclette c’erano, ma anche gratuite !! Bello !!

Lasciamo quindi i bagagli nel corridoio dell’hotel, prendiamo le biciclette ed andiamo a visitare questo posto che già dall’Italia mi incuriosiva molto: si chiama Hida Folk Village, e si trova proprio alle porte di Takayama. (http://www.japan-guide.com/e/e5901.html)

Con le biciclette ci arriviamo in pochi minuti, anche se gli ultimi 700 metri sono in netta salita, quindi dobbiamo scendere e spingerle a mano… però poi quando saremo in discesa ci metteremo un attimo !

Devo dire che questo museo all’aria aperta, che contiene le famose case in stile gassho-zukuri recuperate direttamente dalla regione di Shirakawa-go, è molto molto carino, interessante e tenuto bene. Non ci fa rimpiangere di non essere potuti arrivare fino a Shirakawago, avendo preferito Tsumago (anche se non voglio dire che vedere il museo sia la stessa cosa che andare a Shirakawago, però è un buon surrogato).

Il giudizio è nettamente positivo per questa visita. Ecco alcune immagini:

Queste sono le case tipiche della regione, ed in particolare questa è la prima che si vede, appena entrati nel parco:

In tutte le case è possibile entrare e visitare l’interno. In alcuni casi, il fuoco era addirittura acceso, a creare davvero un bell’ambiente !

In alcune case era presente anche un solaio dove venivano conservati gli attrezzi o le granaglie:

In circa 2 ore concludiamo la visita e rientriamo alla base, dove consegnamo le bici e ci dirigiamo in stazione per andare alla nostra prossima meta.

Tokyo: eccomi finalmente a parlare di Tokyo… ultima tappa nel mio diario “in ordine sparso”, ma in effetti prima tappa nel viaggio reale… ecco alcune informazioni utili:

Intanto l’alloggio: noi siamo stati al WEEKLY MANSION KAMEIDO, che non è un hotel bensì un appartamento (di dimensioni “mini”, ma pur sempre un appartamento). E’ una soluzione che consiglio a tutti per una serie di motivi:
-Aria Condizionata
-Bagno privato in camera
-Frigorifero
-Forno a microonde
-Lavanderia ed asciugatrice (in comune, a pagamento)
-Internet gratis in camera (con il cavo, non wi-fi, ma poco cambia)
Il tutto…per soli 55 Euro/stanza/notte…a Tokyo…non so se mi spiego !

Sicuramente l’appartamento è molto piccolo, cioè ci stanno giusto due letti singoli con in mezzo giusto lo spazio per camminare, inoltre essendo un appartamento, nessuno viene a rifarvi la camera tutti i giorni, e poi non siete in centro a Tokyo, bensì a Kameido, che penso sia un quartiere, però anche qui nessun problema perchè:

1) A Kameido si ferma la linea gialla delle JR, la CHUO SOBU LINE (la stazione è a 300 metri dal nostro appartamento), quindi vi potete muovere tranquillamente (e gratis, con il JRP). Tenete conto che la linea JR che passa a Kameido è comodissima in quanto tocca Akihabara (4 stop), Asakusabashi (3 fermate, +1 su altra linea per Asakusa), Shinjuku (una ventina di stop, ma senza cambiare mai, ed è comodo se considerate che Shinjuku alla fine è il vero centro della città, dove prob andrete spesso a fare cena e dopocena). E c’è anche da dire che questa linea gialla si interseca con la famosa Yamanote Line, che fa il giro di tutte le principali “tappe” che visiterete anche voi.

2) Il paesino (o quartiere che dir si voglia) è tranquillo, ma molto servito: c’è un MAC, una SUSHI ZANMAI (ottimo), un supermercato, un MR. DONUT, un 7-Eleven, un LAWSON, insomma, c’è tutto ! Questo è una garanzia, nel senso che se una sera siete stanchi, o non vi sentite bene, potete rimanere tranquilli a Kameido e avere tutto quello che vi serve !

Vi allego sotto la mappa delle linee JR di Tokyo. Nel riquadro rosso ho messo la fermata KAMEIDO, mentre nel riquadro viola ho messo il percorso della linea gialla, così vedete come essa taglia grossomodo la città in due.
 

Per concludere l’argomento ALLOGGI, devo menzionare il posto dove abbiamo pernottato durante la nostra ultimissima notte in Giappone: eravamo rientrati a Tokyo, da dove sarebbe partito il nostro aereo il giorno dopo, ed abbiamo deciso di provare uno di quei posti che si trovano solo in Giappone… il CAPSULE HOTEL.

In pratica: si dorme in un loculo ! Noi avevamo prenotato dall’Italia due loculi (ogni loculo alloggia una persona, ed i sessi sono separati in piani diversi dell’edificio) all’ ASAKUSA RIVERSIDE CAPSULE HOTEL. Il prezzo è 25 Eur/notte/loculo e l’edificio si trova proprio attaccato alla fermata della metropolitana di Asakusa, a due passi da Nakamise Dori.

Ecco dove ho dormito quella notte (il mio loculo è quello dove vedete poggiato il portafoglio):

Devo dire che tutto sommato non si dorme male: dentro il loculo c’è la radio, orologio/sveglia, televisione, mensolina per gli oggetti, e poi non si sta proprio strettissimi. Chiaramente i bagni sono in comune (divisi per sesso, uomini al 5° piano, donne al 7° piano). Inoltre all’ultimo piano c’è anche il bagno termale (che però non ho provato). Chiaramente ti viene data la chiave di un armadietto dove riporre valigie ecc. ecc. Insomma, un’esperienza da provare !

Come ho già detto più volte, spesso nelle grandi metropoli si corre il rischio di annoiarsi, se non si programma bene cosa fare e vedere (almeno, questo è il mio pensiero). Ecco perchè, prima di andare, avevamo creato un mini-programma, che è il seguente:

1) Arrivo in mattinata dall’Italia, deposito valigie in hotel, pomeriggio relax, cena nei paraggi e dopocena con breve visita del quartiere di Kabukichō, a due passi dalla stazione di Shinjuku

2) Mattino Asakusa + Kappabashi Dori, pomeriggio Akihabara, serata ad Odaiba (cena in centro commerciale e onsen @ Ooedo Onsen Monogatari)

3) Mattino Tsukiji Fish Market, pomeriggio Kamakura (fuori città), serata a Shinjuku (cena a base di tonkatsu al ristorante Katsukura @ Takashiyama Times Square)

4) Oggi è domenica: quindi il programma è obbligatorio…Mattino e pomeriggio tra Harajuku, Omotesando, Yoyogi, serata a Shinjuku (cena a base di tempura al ristorante Funebashiya Honten @ Shinjuku)

5) Gita a Nikko (fuori città), rientro a Tokyo per cena a Kameido, zona hotel

6) Mattina Ameyoko (mercato all’aperto sotto i binari della stazione di Ueno), pomeriggio Shibuya, cena Shinjuku

Devo dire che con questo programma ci siamo trovati bene, anche se abbiamo un unico rimpianto: non siamo riusciti ad infilare la salita all’osservatorio dell’ultimo piano del Tokyo Metropolitan Government Building… in realtà il momento giusto sarebbe stato la sera del 6° giorno… ma proprio quella sera ci siamo incontrati con i miei zii che erano appena arrivati dall’Italia con un viaggio organizzato, ed abbiamo passato la serata insieme portandoli a cena (Sushi da Sushi Zanmai @ Shinjuku) e a fare un giro a Shibuya.

Adesso che vi ho descritto il programma, provo a raccontarvi velocemente cosa fare in ciascuno dei quartieri…

Allora… rispettando il caos che ormai regna sovrano in questo diario nipponico, decido di cominciare raccontandovi il giorno che nel mio programma è contrassegnato con il n. 4:

…4) Oggi è domenica (o almeno, era domenica il giorno in cui siamo andati noi): quindi il programma è obbligatorio…Mattino e pomeriggio tra Harajuku, Omotesando, Yoyogi, serata a Shinjuku (cena a base di tempura al ristorante Funebashiya Honten @ Shinjuku)…

Venire di domenica è fondamentale in quanto si tratta di uno dei quartieri più frequentati dai giovanissimi, che di domenica affollano le sue vie. Inoltre, solo di domenica si può assistere a fenomeni umani come i rockabillies e le gothic lolita (che però non c’erano…).

La visita di Harajuku ruota fondamentalmente attorno alla via Takeshita Dori, che troverete subito dopo essere usciti dalla metropolitana. Lungo questa via, ristoranti, creperie, souvenir, ma soprattutto negozi di abbligliamento giovanile.

Ah, dimenticavo, lungo Takeshita Dori troverete uno dei più grandi 100-Yen shop di tutta Tokyo. Il negozio si chiama DAISO, lo trovate sul fianco sinistro mentre scendete lungo la via, e si sviluppa su 4-5 piani. Tutto a 100yen = 1 Euro. Inutile dire che il 70% dei regalini portati a casa proveniva da qui (bacchette, ventagli, tovagliette, ecc.) !

Ecco Takeshita Dori:

Arrivando in fondo a Takeshita, quindi svoltando a DX, quindi a SX in corrispondenza del grande incrocio, si arriva ad Omotesando, famosa via dello shopping di alto livello. Noi, ben lungi da aver intenzione di comprare Gucci, Cavalli & Co, ci siamo venuti solo per 2 motivi:

1) C’è un negozio KIDDY LAND, con tanti piani dedicati ai più piccoli, compreso “HelloKittume” vario… Mia moglie si è personalizzata un portachiavi di HK (Hello Kitty, non Hong Kong…) che tra brillantini, strass eccetera mi è costato 16 euro…sigh !

2) C’è il negozio ORIENTAL BAZAAR, dove ho visto oggettistica giapponese (chiamarli souvenir in questo caso è riduttivo) veramente ben fatta ed a prezzi ragionevoli. Se non avete un budget risicato come il mio per i vostri souvenir (max 2 euro per ogni oggetto…per andare oltre c’è bisogno dell’approvazione papale…), andate a dare un occhio e troverete cose molto molto carine.

Lungo la via Omotesando, dopo lo shopping “low-cost”, ci fermiamo a mangiare un hamburger presso LOTTERIA, una catena di fast food giapponese.

…permettetemi una breve digressione: avevo trovato un blog, prima di partire, dove un pazzo scatenato girava il mondo per fare le recensioni di… hamburger !!! Chiaramente era stato anche in Giappone, dove aveva recensito appunto la catena LOTTERIA, la catena MOS BURGER, qualche altro posto che non ricordo, oltre che il classico McDonalds. Siccome i panini piacciono anche a me, ne ho approfittato per visitare questo LOTTERIA. Scarso: i panini sono piccoli ed il prezzo è leggermente più alto di Mac. Il tizio diceva anche che secondo lui i Mac giapponesi sono più buoni di quelli del resto del mondo… stro…ate ! Sono uguali identici a tutti gli altri. Fine della digressione.

Eccoci arrivati al dopo-pranzo, le ore centrali della giornata, le più calde e quelle dove è più difficile girare. Allora decidiamo, vista la relativa lontananza dal nostro alloggio, di rimanere qui e passeggiare per i vicini parchi. Visitiamo quindi il Meiji Jingu (Jingu = santuario), a pochi passi dalla stazione di Harajuku (la stessa dalla quale siamo arrivati stamattina).

Cerchiamo, non senza qualche difficoltà, di fare passare le ore più calde della giornata. Ci sediamo un po’ sulle panchine dello spiazzo centrale del santuario, ma dopo meno di un’ora il caldo tremendo ci costringe a spostarci da lì… Allora andiamo al vicino parco Yoyogi.

Mentre entriamo, vediamo che si stanno radunando i famosi personaggi in stile rockabilly, ma è ancora presto, quindi continuamo a passeggiare finchè non troviamo delle panchine libere all’ombra degli alberi, dove sostiamo per 1 oretta.

Quando usciamo dal parco, troviamo una delle attrazioni “umane” che più mi incuriosivano: i rockabilly che ballano canzoni di Elvis e simili… Questo mi è piaciuto davvero tanto… si !

Ecco alcune foto:

Questa “signora” (proprio giovane non mi sembrava) era troppo simpatica !

La ragazzina qui sotto si impegnava, con scarsi risultati, ma tutti apprezzavamo l’impegno !

Questo invece era proprio un professionista ! Non vi ricorda Little Tony ?!?!

La giornata grossomodo si conclude qui. Rientriamo in hotel per una doccia ed un paio di ore di relax prima di uscire a cena. Stasera tempura in un ristorante con 100 anni di storia… le foto della tempura le avete già viste.

Passiamo alla giornata n. 2:

2) Mattino Asakusa + Kappabashi Dori, pomeriggio Akihabara, serata ad Odaiba (cena in centro commerciale e onsen @ Ooedo Onsen Monogatari)

Asakusa è un quartiere tradizionale, incentrato sul tempio Sensoji, e sulla Nakamise Dori, la via di negozietti e bancarelle che porta proprio al tempio. Il tempio Sensoji non ci fa impazzire, onestamente, ma è comunque piacevole passeggiare lungo la Nakamise Dori e cominciare a prendere confidenza con i souvenir e le cose da mangiare per strada (ndr, ricordate che questa è la nostra prima mattina giapponese !).

All’ingresso del tempio notiamo una piccola vasca piena d’acqua e con tanti mestoli: capiremo col tempo che si tratta di acqua da usare per “purificarsi” prima di entrare nel tempio:

Proseguiamo la nostra visita dirigendoci verso Kappabashi Dori, una via nelle vicinanze del Tempio Sensoji (abbiamo con noi una mappa ed una bussola, in modo da sapere dove dobbiamo andare…).

Si va a Kappabashi Dori per un solo motivo: vedere e/o comprare le riproduzioni in cera di tutti i piatti tipici giapponesi ! Questa via è infatti specializzata in forniture per ristoranti e quindi troverete insegne, piatti, pentolame, bacchette, bicchieri ecc. ecc….e tra le varie cose, anche le PERFETTE riproduzioni in cera di sushi, ramen, tempura e tutto il resto !

Io avevo un obiettivo ben preciso: comprare la riproduzione di un pezzo di sushi (salmone), attaccargli un magnete una volta arrivato a casa e trasformarlo in una calamita per il frigo… Detto, Fatto !

Ecco la vetrina del negozio dove mi sono fornito (10 Euro a pezzo, li mortacci, però li vale tutti):

Dopo lo shopping in Kappabashi Dori, è il momento del pranzo, e ci dirigiamo verso Sometaro, uno dei ristoranti storici di Okonomiyaki (le foto le avete già viste).

Dopo pranzo, rientriamo in hotel per far passare le ore più calde della giornata. Usciremo verso le 16:30 per fare un salto ad Akihabara, il quartiere dell’elettronica…

Akihabara (Akiba per gli amici) è il quartiere dell’elettronica. Vedrete infatti i cartelli che vi indicano la direzione per la Electric City ! Appena usciti dalla stazione, troverete palazzi e palazzi di elettronica, ma anche scantinati, negozietti microscopici, bancarelle, di tutto !

Comunque, frenate gli entusiasmi… costa tutto una cifra quindi scordatevi di fare affaroni, almeno per quello che ho visto io: ad esempio, volevo una macchina fotografica digitale compatta, da portare in giro ad esempio la sera quando si esce per cena, per evitare il mammozzone che mi porto sempre dietro… ecco, una normalissima macchinetta compatta non costava meno di 120-130 Euro, mentre in Italia ne ho viste anche a 100. Reso l’idea ?

Comunque, a parte le cose elettroniche, Akihabara è una zona famosa anche per i fumetti, i manga e tutto quello che ruota attorno a questo mondo. Di conseguenza noi ci siamo messi a cercare un pupazzo di qualche personaggio dei cartoni da portare a casa come regalo per mio nipote. Trovato, comprato, e consegnato con grande soddisfazione !

Ecco alcuni scatti del quartiere:

Conclusa la visita di Akihabara (meno di un paio di ore), ci dirigiamo verso Odaiba, l’isola artificiale nella baia di Tokyo.

In effetti è un po’ fuori mano dal resto, quindi pianificate bene i tempi per gli spostamenti. Per arrivare sull’isola, si prende una metro senza conducente che viaggia su una monorotaia sopraelevata rispetto alla città.

Futuristico, sicuramente, sebbene molto molto caro (1 biglietto solo andata qualcosa come 3,6Eur. Praticamente in due persone, A/R, spenderete 14,4 Eur per prendere una metropolitana… decisamente eccessivo, no ?

Noi scendiamo in corrispondenza del fianco dell’isola che guarda lo skyline di Tokyo. La serata è bella ed effettivamente è proprio un bello spettacolo:

Dopo una breve passeggiata lungo il fianco dell’isola per scattare qualche foto e goderci lo skyline di Tokyo, ci infiliamo dentro uno dei 2 centri commerciali (uno si chiama Docks, l’altro non ricordo) dove ceniamo in un posto qualsiasi che neanche ricordo…).

Usciti, riprendiamo la metro per fare ancora 1-2 fermate ed arrivare alla nostra ultima destinazione per oggi: il complesso termale Ooedo Onsen Monogatari ! Non vorrei dilungarmi a spiegarvi di cosa si tratta: in breve è un complesso termale che riproduce le sembianze di un antico villaggio giapponese… si entra nelle terme ovviamente nudi, ed ovviamente separati uomini/donne. Vale la pena ? Non saprei… diciamo che ho sofferto per l’eccessivo numero di organi maschili a pochi centimetri da me… per il resto tutto ok… diciamo che se non vi sentite a disagio a stare nudi in mezzo a circa un 60/70 persone, potete anche farla questa esperienza (P.S. ingresso è circa 16Euro a testa…) !

Eccoci arrivati al giorno che nel mio programma è il n.6:

6) Mattina Ameyoko (mercato all’aperto sotto i binari della stazione di Ueno), pomeriggio Shibuya, cena Shinjuku

Di Ameyoko c’è poco da dire… arrivati alla stazione di Ueno, decidiamo di non soffermarci a visiitare il parco per via dei molti pareri non entusiastici e ci dirigiamo quindi direttamente a vedere il mercato. Anche qui, le descrizioni che avevamo trovato su Internet parlavano di un mercato all’aperto molto vivace, come i tradizionali mercati asiatici…fatemi dire che non è proprio paragonabile: è un mercato, è vero, ma il caos ed il chiasso è quello che vi aspettereste dai giapponesi, ossia: nullo ! Tutto molto ordinato, i venditori molto pacati…insomma niente di che. Tuttavia ci sono molti banchetti che vendono cose strane da mangiare (in buste sottovuoto), tipo funghetti, gamberi secchi, granchi secchi ecc. ecc.

Nessuna foto di questo quartiere, che onestamente non mi ha colpito: se avete tempo, visitatelo, altrimenti no problem !

Per il pranzo ed il primo pomeriggio abbiamo in programma la visita a Shibuya, uno dei cuori pulsanti di Tokyo insieme a Shinjuku. Qui ci sono 2 landmark famosi:
1) la statua del cane Hachiko (http://it.wikipedia.org/wiki/Hachik%C5%8D)
2) l’incrocio Shibuya Crossing,

Risultato: parziale delusione.

Ecco le foto:

Shibuya Crossing (foto scattata dal bancone di Starbucks). Sicuramente avrebbe fatto molto più effetto di sera… di giorno c’è poca gente (relativamente) e tutto sommato non fa questa grande impressione…

Statua di Hachiko: se pensate ad una statua enorme, vi sbagliate…è quasi ad altezza naturale ed anche il piedistallo non è molto alto quindi risulta proprio piccolino questo cane… E’ uno dei punti di riferimento all’uscita della metropolitana, ma oltre alle persone normali ci troverete anche ubriaconi e tossici, il tutto corredato da un “gradevole” odore di urina… vabbè lasciamo perdere !

Tornando al diario (forza che manca poco !), e riguardando il nostro mini-programma di visita a Tokyo, vi ho già parlato dei giorni 2-4-6. Il giorno 5 è dedicato a Nikko di cui ho già parlato a suo tempo… mancano quindi i giorni 1 e 3 !

Ecco quindi il giorno n. 3

3) Mattino Tsukiji Fish Market, pomeriggio Kamakura (fuori città), serata a Shinjuku (cena a base di tonkatsu al ristorante Katsukura @ Takashiyama Times Square)

In questa sede parlerò del mercato del pesce di Tsukiji. Pensavamo di riuscire ad arrivarci abbastanza presto la mattina, approfittando dei classici problemi di fuso orario… contro ogni aspettativa invece, proprio oggi ci svegliamo tardi e, tra colazione e metro, arriviamo intorno alle 10:00.

Come molti di voi sapranno, le 10:00 è tardissimo per visitare il mercato del pesce ! Ed infatti, di pesce ne era rimasto pochissimo, ed i negozianti erano ormai intenti a pulire tutto e chiudere i battenti !

Qualche scatto:

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Alcuni cadaveri di tonno surgelato…

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Anche se il movimento (ed anche il pesce) erano ormai finiti, qualche scorcio interessante lo abbiamo trovato comunque. Tuttavia, non è stato sufficiente a giustificare la visita. Ma in questo caso, la colpa è nostra: se si decide di visitare il mercato del pesce, direi che non ha senso arrivare oltre le 9:00, altrimenti è un mortorio !

Comunque, vediamo il lato positivo: essendo vicini all’ora di pranzo, quale posto migliore del mercato di pesce più grande del Giappone per mangiare il sushi più fresco del mondo ???

Eccoci quindi a fare la fila davanti ad uno dei ristorantini di sushi microscopici (10-15 posti al massimo) che si trovano nelle viuzze attaccate al mercato del pesce. Ci vuole un po’ di tempo, perchè tanti turisti (90% giapponesi) fanno la coda e quindi abbiamo aspettato ben più di mezz’ora !

Comunque, prendiamo due set di sushi per un totale di circa 60 Euro: pesce ovviamente freschissimo, molto buono, ma posso affermare che non c’era poi tutta questa differenza con i ristoranti di sushi nei quali abbiamo mangiato gli altri giorni (ed in effetti il prezzo era lo stesso).

Dopo il pranzo a base di sushi partiamo in treno per Kamakura, di cui vi ho già parlato…

Ultimo quartiere di Tokyo di cui vi parlo: Kabuchiko. Questa zona si trova ad est della stazione di Shinjuku, ed è un quartiere famoso per le luci al neon dei mille locali notturni che la popolano.

Una passeggiata senza meta in questo quartiere (non è enorme) è stato davvero un bel modo di iniziare la scoperta del Giappone. Queste foto che metto di seguito, per me, incarnano proprio quella che era la mia idea di Tokyo !

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Detto questo, il diario del nostro viaggio in terra giapponese è concluso. Spero sia stato utile a chi ha in programma di visitare la “Terra del Sol Levante”, e sono a disposizione per darvi altre informazioni (finchè mi ricordo qualcosa !)


4 responses to “Giappone

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