India

“Ho una certa titubanza ad affrontare l’India. La confusione d’anime, lo stridente clangore, il perenne vociare, i penetranti olezzi, la varietà di colori, gli innumerevoli ossimori. È un continuo assalto ai sensi che alla lunga porta stanchezza e uno struggente desiderio di un rifugio tranquillo e conosciuto.”

A distanza di quasi 3 anni dal nostro viaggio in India (era l’agosto 2008), non ero ancora riuscito a trovare una frase che potesse trasmettere le sensazioni e lo stato d’animo che quel Paese mi aveva provocato. Finalmente ci sono riuscito, grazie al viaggiatore Carlo, che (dopo aver visitato l’India) ne ha catturato perfettamente l’essenza in pochissime righe (il sito di Carlo, dove racconta i suoi viaggi, è questo: http://www.garzabibbo.net/)

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Fatta questa doverosa premessa, ecco il racconto del nostro viaggio in India, 18 giorni in Rajasthan ed a Varanasi, che abbiamo fatto nel 2008.

Abbiamo scelto di trascorrere quasi 3 settimane nella parte NORD dell’India, partendo dalla capitale Delhi, quindi visitando il Rajasthan e concludendo nella città sacra di Varanasi, sulle acque del Gange.

Parte 1 – ORGANIZZAZIONE

Abbiamo contattato un Tour Operator indiano, Mr Karni Singh, con base a Jaipur. Avevamo letto parecchi racconti di altri turisti italiani che si erano trovati bene, così lo abbiamo contattato ed abbiamo disegnato insieme le varie tappe del nostro tour. Karni, sempre velocissimo e precisissimo nelle risposte, ci ha preparato un pacchetto comprensivo di:
-automobile con autista per tutta la durata del tour
-alberghi con prima colazione per tutta la durata del tour
-biglietti del treno Delhi-Varanasi A/R
-escursioni in cammello, in elefante ed in barca sul Gange
-guide parlanti italiano a Mandawa e Jaisalmer (questa è stata una sorpresa perchè non le avevamo richieste in fase di preparazione, ma siamo stati contenti di averle avute a disposizione)

Il tour prevedeva queste tappe:
-DELHI (arrivo)
-MANDAWA (haveli – case dei mercanti)
-BIKANER (tempio dei topi)
-JAISALMER (città d’oro)
-JODHPUR (città blu)
-RANAKPUR (complesso di templi jain)
-UDAIPUR (lake pichola)
-PUSHKAR (città sacra attorno a lago)
-AGRA (taj mahal)
-DELHI (città vecchia e nuova)
-VARANASI (città sacra sul gange)
-DELHI (partenza)

Il nostro driver, MAHENDRA (28 anni), è stato davvero eccezionale: simpatico, premuroso, preparato, sempre pronto a dare una “dritta” per evitare guai e godersi al meglio la vacanza ! Eccolo qui nella foto, insieme alla sua amata macchina:
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Una parola anche sulle strutture alberghiere che abbiamo utilizzato: visto che costano poco, abbiamo deciso di alloggiare in residenze di alta categoria (heritage, palazzi di maharaja e simili). Siamo stati contentissimi della scelta anche perchè, con il senno di poi, ci voleva proprio un rifugio confortevole alla fine di ogni faticosa giornata di tour.

JAISALMER:
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MANDAWA:
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Parte 2 – IL RACCONTO

Tappa 1 – MANDAWA

Questa cittadina è mediamente famosa per la concentrazione di HAVELI, le case dei ricchi mercanti dei tempi delle carovane (spezie, tessuti, gioielli ecc. ecc.). Dimostravano la loro ricchezza facendosi affrescare le proprie dimore sia dentro che fuori con motivi anche stravaganti. Purtroppo le case sono tutte fatiscenti… nessuno si prende la briga di riportarle al loro splendore, e piano piano vanno verso la distruzione.

Consiglio: l’impatto con l’India in questo piccolo villaggio non è stato piacevole… ai nostri occhi è sembrato una città semi-deserta dopo un bombardamento ! non provate a visitarla da soli, in quanto le haveli sono difficili da localizzare, sono sparse in tutto il villaggio e a volte sono difficili da individuare perchè nascoste da qualche muro. Affidatevi ad una guida. Noi ne avevamo una che parlava italiano, ed è stato molto utile (anche perchè ci faceva da scorta, visto che in questo villaggio gli indiani hanno una “attenzione” particolare per i turisti…

Per chi fa il nostro stesso giro, la tappa è obbligata perchè si trova a metà tra Delhi e Bikaner. Potendo, consiglierei di saltarla del tutto… Non potendo, affidatevi ad una guida o infilatevi nell’albergo Castle Mandawa e cenate a buffet nel giardino a bordo piscina (eccezionale)

Incontri…

Utensili del tempio di Ganesh…
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Tappa 2 – BIKANER

Questa piccola città è famosa per il suo Forte, ma soprattuto per il “tempio dei topi”, dove si venera la dea Karni Mata (Madre Potente), che probabilmente tutti conoscono anche al di fuori dall’India.

La mattina potete visitare il Forte e la città: la visita al forte è piacevole (prendete l’audioguida in italiano con un piccolo extra sul biglietto). All’uscita, contrattate con un autista di moto-rickshaw (che non sono altro che le nostre care vecchie APE PIAGGIO !!!) che vi faccia fare un giro della città, includendo bazaar, templi principali ecc. ecc. Noi ce la siamo cavata con 150 rupie (meno di 2,5€) per un visita di un paio di ore (incluso dentro-fuori dai templi e passeggiata nel bazaar, mentre l’Ape ci aspettava da qualche parte).

Incontri per le vie di Bikaner:

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Il pomeriggio la visita è d’obbligo al tempio dei topi… preparatevi a buttare via le calze quando sarete usciti !!!

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Il Forte di Bikaner…

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Tappa “intermedia” – Scuola e Abitazione rurale

Come ho detto all’inizio di questo diario, il nostro autista è stato davvero eccezionale perchè ha fatto in modo da aggiungere un tocco “personale” al nostro tour. Per esempio, a un certo punto ferma l’auto apparentemente in mezzo al nulla, noi con un “velo” di preoccupazione lo guardiamo interrogativi e lui ci dice “want to visit indian school ??”. Certo, diciamo noi, ed eccoci a visitare una scuola indiana, tipica dei villaggi rurali dell’entroterra del Rajasthan.

Una piccola costruzione, solo piano terra, comprendeva almeno 6-7 classi, ciascuna col proprio insegnante. I bambini, seduti per terra, seguono le lezioni alla lavagna. Non ci sono 6-7 aule, quindi capita che 4 classi (tipo dalla prima alla quarta elementare) condividano la stessa “aula” dividendola idealmente in 4 sezioni…

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La stessa cosa (auto ferma improvvisamente in mezzo al nulla, e noi preoccupati che chiediamo all’autista cosa succeda…) avviene quando ci viene fatta vedere una tipica abitazione rurale “mono-nucleare”. Cioè sufficiente all’esistenza di una sola famiglia. 1 campo, 1 piccola stalla, una casa di fango con tanti piccoli locali separati (cucina, letto, bagno all’aperto, dispensa). Detto così sembra una cosa bella o comunque normale… diciamo che non è proprio così… il letto è un giaciglio per terra, il bagno all’aperto è un piccolo locale con un secchio per gli escrementi ed uno per l’acqua, la dispensa è un piccolissimo locale ombroso per conservare latte e burro al riparo dal caldo.

Questa abitazione serviva per due coniugi con 3 figli piccoli ed i nonni dell’uomo.

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Tappa 3 – JAISALMER

Questa città è forse la più bella del Rajasthan… tutta costruita in gialla pietra arenaria, sembra splendere come l’oro nelle giornate di sole e al tramonto. E’ bello visitare sia l’interno delle mura, sia l’esterno con i suoi bazaar, le viuzze e le haveli (ci sono anche qui, come a Mandawa, sebbene siano meno affrescate). Noi avevamo una guida parlante italiano che ci ha permesso di muoverci con scioltezza senza mai perderci… ma penso che in questa città non sia poi così indispensabile avere una guida.

Poco fuori dalle mura, abbiamo assaggiato il nostro primo Sweet Lassi (bevanda zuccherata a base yogurt, con zafferano, cardamomo, una noce di burro solido,uvetta e noci – eccezionale !!!). Non tutti la preparano nello stesso modo, ma qui è superba ! Fatevi accompagnare se avete una guida, oppure chiedete in giro !

A Jaisalmer sono buone anche le SAMOSA, da mangiare come “pranzo” mentre siete in strada. Anche in questo caso, chiedete alla guida dove trovarne di buona qualità oppure a qualche negoziante !

Se volete fare acquisti, ricordatevi che Jaisalmer è famosa per:
-patchwork (eccezionali, parola mia !)
-gioielli d’argento (molto belli veramente)

In alcuni momenti della giornata (tipo nel primo pomeriggio) troverete in città più abitanti “bovini” che “umani”…

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Questo personaggio è famoso… o meglio suo padre lo era, nel Guinness dei primati per i baffi più lunghi del mondo. Adesso purtroppo lui è morto ma il figlio (nella foto) ne manda avanti la tradizione…

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ESTENSIONE DA JAISALMER – cammellata nel deserto

Una delle principali escursioni che i turisti fanno, una volta giunti a Jaisalmer, è la “cammellata nel deserto”, che parte dal vicino villaggio di Khuri. Nel nostro caso, era già inclusa nel pacchetto organizzato da Karni. E’ divertente, sicuramente, per chi non ha mai cavalcato un animale così “bizzarro” come il cammello. Inoltre le dune al tramonto, sebbene siano di modeste dimensioni, fanno sempre un certo effetto e si prestano per scatti di particolare intensità. Eccone una raccolta.

I nostri due cammelli… poverino il mio (peso +100 kg, mi avrà maledetto nella sua lingua cammellesca !)

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Due ragazzi che accoglievano i turisti (e raccoglievano qualche rupia) cantando e ballando in nostro onore

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Un cammelliereClick the image to open in full size.

Un cammelliere
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Questo era il “driver” del cammello di mia moglie !

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I cammellieri si riunivano mentre noi turisti ammiravamo il tramonto sulle dune

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Tappa 4 – JODHPUR

Questa città viene chiamata “la città blu”… vi chiedete come mai ? Ecco la risposta…

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In questa città, vale davvero la pena visitare il Forte (molto bello) e poi dedicare un paio di ore, verso la seconda metà del pomeriggio, a girare per il bazaar principale, che si trova sotto la piazza nota come Clock Tower, dove infatti campeggia la torre dell’orologio in stile Big Ben londinese… Se vi piace la cucina indiana, ricordatevi che questo è il posto per acquistare le spezie (curry, masala, ecc.)

Dovete sapere che in un viaggio “on the road” in India, dove la percorrenza media sulle strade (che loro chiamano autostrade) è di circa 50KM/ORA di media, con picchi non superiori a 80KM/h,  sono moltissime le cose che potrete vedere per strada, semplicemente guardando fuori dal finestrino.

Uomini e donne che tornano dal lavoro nei campi:

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Anche se si spaccano la schiena (o il collo), sono sempre avvolte nei loro elegantissimi sari (P.S. il volto è coperto perchè il marito non è nelle vicinanze… e non devono attirare sguardi maschili)

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Incantatori di serpenti all’uscita da un tempietto sperduto dedicato al dio scimmia Hanuman:
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Tappa 5 – RANAKPUR

Ranakpur in realtà non è una cità vera e propria: è piuttosto un complesso di templi jainisti (una delle principali religioni dell’India). Tutti questi templi sono davvero molto belli, ma in particolar modo quello principale, il più grande. Vale sicuramente la visita, sia quello principale che 1-2 di quelli minori.

Dentro il tempio principale:
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Nel piazzale esterno:
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Appena fuori dal complesso dei templi, c’è un’area boschiva (siamo in montagna qui !!) popolata da simpatiche scimmie:

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 Tappa 6 – UDAIPUR

La città di Udaipur è famosa per il suo lago, il lake Pichola. Per capirci, è quello al cui centro sorge il mitico hotel Lake Palace Hotel, che vedete in foto (questa l’ho presa da Internet, non è mia):
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Ci sono inoltre le famose “scalinate” che scendono al lago (si chiamano ghat) dove i bravi indiani di religione hindu si recano al mattino per le abluzioni e la sera per le offerte cerimoniali. Peccato che il lago fosse quasi completamente a secco per via delle carenti piogge (il monsone tende sempre di più a tardare ormai da diversi anni)… quindi niente abluzioni dai ghat, anche il mitico Lake Palace Hotel aveva un aria piuttosto “lugubre” circondato da quella che di fatto era diventata una grande palude anzichè un bel lago… Impossibile quindi anche il giro in battello di rito per i turisti (peccato !). Il fondo del lago in alcuni punti era diventato terreno da gioco per partite di cricket (sport nazionale indiano), o terreno da pascolo per le onnipresenti mucche !!!

Come alternativa, visitiamo la città in autonomia, dirigendoci verso il famoso Jagdish Temple in centro (lo vedete svettare tra i tetti) dove siamo stati fortunati in quanto era in svolgimento una festa religiosa in onore di Vishnu (o Shiva ?? scusate ma faccio ancora confusione…) alla quale abbiamo avuto il piacere di partecipare, prendendo posto per terra sul pavimento di marmo del tempio ed ascoltando le canzoni, i balli, le preghiere e le benedizioni !

Dimenticavo: in questa città è anche possibile visitare il City Palace, in parte adibito a museo della storia della locale dinastia di Maharaja… beh, non ne vale la pena ! Visitatelo solo se fuori diluvia !!!

Tappa 7 – PUSHKAR

Molto bella questa piccola cittadina che sorge attorno ad un lago sacro. Forse la nostra preferita insieme a Jaisalmer. Qui più che in altri posti si respira un’aria un po’ diversa, più tranquilla, più serena, che in altri posti da noi visitati. Fate sicuramente il giro intero del lago a piedi (ci vuole 1 ora, è piccolino), costeggiando tutta la lunga serie di ghat (scalinate) che scendono verso il lago. Io consiglio di farlo in senso orario… poi vedete voi !

Visitate il tempio di BRAHMA, che si trova alla fine della via principale. Ricordate che non è proprio possibile entrare con macchina fotografica o telecamera, e non ci sono neanche armadietti per depositarli… quindi o li avete preventivamente lasciati in albergo, oppure vi tocca entrare uno per volta (mentre voi siete dentro, il vostro partner vi aspetta fuori con tutta la diavoleria tecnologica…)

Piccolo aneddoto culinario: qui a Pushkar, abbiamo fatto la cena MENO CARA di tutta la nostra vita !! Ristorante vegetariano SUN & MOON, sulla via principale… birra, polpette (kofta), lenticchie (dal), “risotto” (biryani), acqua, coca, pane… il tutto per… 210 rupie in due (3€… 4€ con la mancia !)

Tappa 8 – JAIPUR

Jaipur è la città principale del Rajasthan, quindi la più popolata, quindi la più… incasinata !!! Noterete la confusione infernale che regna sovrana, specialmente verso sera quando tutti rientrano dai rispettivi luoghi di lavoro !

Le principali attrazioni della città sono:

-la “Casa dei Venti”, praticamente è solo la grande facciata di un palazzo dove le donne potevano guardare la vita della città senza essere viste a loro volta, grazie alle finestre finemente traforate (tipo merletto). Voto: in foto è molto bello, dal vivo è piuttosto insignificante…

-il cinema “Raj Mandir”, orgoglio della città e, fino a poco tempo fa, la più bella sala cinema di tutta l’India. Questa è l’occasione giusta per andare a vedere uno dei famosi film di Bollywood in compagnia della gioventù di questa grande città. Noi siamo andati allo spettacolo delle 15:30 a vedere il film “Money Hai Toh Honey Hai” (“chi ha soldi ha anche amici”, mi è stato detto). Questo è stato un bel diversivo !

-il Forte di Amber, poco fuori dalla città. Il posto è famoso perchè la salita al suo interno avviene (se si desidera) a dorso di elefante (costa 570R a coppia). Una volta arrivati dentro, potete prendere l’audioguida in italiano, peraltro ideata in modo piuttosto bizzarro in quanto ogni stanza/terrazza/balcone/portone nel quale vi troverete avrà la corrispondente spiegazione audio, fatta con la voce che dice “Hello, I am the Terrace… oppure I am the Balcony” quindi praticamente in prima persona, come se ogni ambiente del Forte fosse vivo e vi parlasse di lui… un po’ una vaccata, a mio parere, comunque… purtroppo il Forte è grande, ci sono parecchi lavori in corso e la segnaletica fa letteralmente pena, quindi vi troverete immancabilmente a girare senza una meta precisa e tornando più e più volte negli stessi posti… la mia valutazione non è positiva, ma se togliamo anche questo non rimane molto da fare a Jaipur…

Lavori in corso dentro il Forte di Amber (notare le impalcature che usano gli indiani…
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 Tornando al Forte di Amber (appena fuori Jaipur), la salita per entrare all’interno delle sue mura può essere fatta a dorso di elefante, al prezzo fisso di 570R (poco meno di 10€) a coppia. In realtà non siete a cavalcioni dell’elefante, ma “comodamente” seduti su una piattaforma ancorata alla schiena dell’animale. La salita in elefante dura poco, 5-10 minuti, ma è divertente… a meno che non beccate proprio un driver malvagio (ce ne sono), di quelli che per fare andare avanti la bestia non si trattengono affatto dall’usare un lungo bastone di bambù contro la sua testa… meno male che il nostro driver non era così… ma è solo un caso.

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L’alternativa all’elefante sono ovviamente i nostri piedi e le nostre gambe.. la salita per i pedoni in effetti è piuttosto ripida e non è cortissima, e soprattutto sarete inevitabilmente soffocati da una miriade di guide e di venditori di oggettini…

Tappa 9 – AGRA

Ci spostiamo verso Agra, la città dove sorge il mitico Taj Mahal, uno dei monumenti più famosi in tutto il mondo. Agra è una città con diverse cose da fare e vedere, ecco l’elenco (non completo):

-Red Fort, il forte rosso, ne esiste uno con lo stesso nome anche a Delhi ma questo è sicuramente più bello. Molto curato, molto spazio verde, atmosfera rilassante, viste sul Taj Mahal, insomma vale la pena

-Baby Taj, monumento di dimensioni sicuramente limitate ed inferiori rispetto al vero Taj, ma vale una breve visita

-Backside of Taj Mahal, si tratta di un giardino recintato (ingresso a pagamento, ma economico) dal quale avrete una vista particolare sul Taj Mahal e sul fiume che gli passa accanto, lo Yamuna. Solo per appassionati fotografi o registi (a mio parere). Se volete farvici portare, chiedete ad un driver di andare “to see the backside of Taj Mahal” e loro capiranno.

-Taj Mahal, ovviamente sapete di cosa si tratta. Noi siamo andati all’alba, come fanno molti… alle 5:30 eravamo già lì, ma onestamente se la giornata non è più che limpida, tanto vale andarci anche a mattina inoltrata. Ecco alcuni scatti di quella che è stata nominata come una delle 7 meraviglie del mondo moderno

Visitare il Taj Mahal è sicuramente una delle esperienze più importanti del nostro viaggio in India, ma oltre alla bellezza del monumento, è sempre affascinante osservare le altre persone che lo visitano. Moltissimi sono indiani.

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Questa è la mia foto preferita:
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Quando siete ad Agra, non potete perdervi la cena al ristorante ONLY (lo conoscono tutti). E’ frequentato solo da turisti indiani e stranieri, è piuttosto costoso (per essere in India) ma la qualità è veramente eccezionale. Noi abbiamo mangiato “da scoppiare” in 3 (insieme al nostro driver) incluso birre, mancia ecc. ecc. per 1.500R (circa 23€)

Tappa n.10 – VARANASI

Da Agra, torniamo a Delhi solo per prendere il treno notturno che ci porterà a Varanasi, città sacra sulle rive del Gange. Cosa fare a Varanasi ? Assistere alla vita che si svolge proprio sul fiume. Potete farlo in molti modi diversi.

Per esempio, ad Assi Ghat (dove alloggiavamo noi, è l’ultimo ghat della città, zona molto tranquilla) ci sono dei ragazzini (vanno sempre in gruppo: 2-3-4) molto giovani (7-10 anni) che in maniera molto simpatica si offrono di farvi da guida per la città. Sapevamo che a Varanasi è impossibile districarsi al di fuori della via principale, e di fatto è proprio così, quindi almeno per un primo giro vi conviene affidarvi a qualcuno, e questi ragazzini ci sanno fare (parlano inglese meglio di molti italiani adulti…). Vi porteranno in diversi tempietti “pulciosi” talmente sono piccoli, vi porteranno a vedere un piccolo ghat delle cremazioni, e proveranno (ma senza insistenza) a portarvi nei negozi dei loro parenti.
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Sul ghat principale (chiedete “Main Ghat” e vi ci portano) alle 19:00 tutti i giorni c’è la puja (cerimonia di offerta della luce al fiume) che dura quasi un’ora ed è uno spettacolo interessante per noi turisti, che non ci siamo abituati. Questo è il ghat principale quindi ci sono 6-7 sacerdoti (brahmini) che eseguono il rituale più o meno in sincronia. Suggestivo, anche se poco spirituale (ancora un po’ e ci sono più turisti che locali).

Ogni tanto capita anche di vedere un santone (sadhu) che assiste alla puja: Click the image to open in full size.

La puja è l’offerta della luce al fiume sacro… quindi viene da sè che è possibile acquistare candele da “donare al fiume”, anche se ovviamente non siete tenuti a farlo…

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Vicino alla riva del fiume, anche prima della cerimonia, ci sono persone che preparano queste offerte, componendole di fiori di vario tipo e una piccola candela (ne vedete una che galleggia, tra le due barche nello sfondo ?

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Dopodichè, ci saranno altre persone (di solito ragazzini e regazzine) che porteranno in giro questi cesti pieni di candele per venderle ai fedeli o ai turisti che desiderano fare un’offerta.

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A Varanasi potrete anche fare una piccola “gita” in barca sul fiume Gange, sia all’alba che al tramonto. Io consiglio quella fatta all’alba, mentre gli indiani fanno le loro abluzioni. Le barche si prendono al ghat principale, ed il giro dura circa 1 ora. Da fare.

Potrete anche visitare il famoso ghat delle cremazioni… o come dicono loro il “burning ghat”. E’ assolutamente impossibile arrivarci da soli, sebbene non sia molto distante dal ghat principale. E’ tutto un dedalo di vie microscopiche e brevissime, piene di incroci, di mucche e di negozietti. Abbiamo provato ad arrivarci da soli, ma vi assicuro che o siete fortunati, o non ci arriverete mai. Tuttavia un sacco di guide vi chiedono se lo volete vedere… sta a voi… Noi fortunatamente abbiamo beccato un ragazzo che non ci ha chiesto niente in cambio (non so come mai…). Arrivati al ghat, potrete salire sul terrazzo di un edificio disabitato, dove un’altra guida (brava, devo dire) vi spiega in cosa consiste il procedimento ed il rituale facendovi vedere le pire e le salme dall’alto (è l’unico modo)… ovviamente a patto che voi facciate una “donazione” al suo ente che acquista legna per dei vecchietti che non possono permettersela… bah, vero o non vero, alla fine consideratela come la mancia alla guida per le sue spiegazioni.

…e non potete immaginare l’odore di carne alla griglia, sopratutto se siete controvento…

Tappa n.11 – DELHI

Come ultima tappa, dopo aver ripreso il treno notturno che ci riporta a Delhi, visitiamo appunto la capitale di questa enorme nazione che è l’India. Essendo l’ultimo giorno di tour, eravamo notevolmente stanchi e stressati (si si, stressati !) quindi abbiamo deciso di evitare la parte vecchia della città (Old Delhi) per regalarci un anticipo del nostro rientro in Italia, visitando la parte nuova (New Delhi). In particolare siamo andati proprio nel centro, a Connaught Place, dove sembra di essere tornati dalle nostre parti: McDonalds, Pizza Hut, Levis, Nike, Adidas ecc. ecc.

E’ stato bello vedere gli stessi indiani, che a poca distanza da Nuova Delhi vivono in villaggi o comunque in città ancora poco sviluppate, vivere invece qui in maniera del tutto simile a noi, le ragazze con i jeans, che si tengono per mano con i fidanzati, che si siedono in gruppo da MacDonalds… quello che per noi è un atteggiamento del tutto normale, per gli indiani è un comportamento “moderno” che esiste solo a Delhi, a Bombay e in pochissimi altri posti (forse Goa, forse Bangalore). Negli altri posti (almeno in quelli che abbiamo visto) le ragazze vestono il sari o altri vestiti tradizionali, girano con il volto nascosto se il marito non è presente, trascorrono la giornata senza parlare con altri uomini (neppure il proprio marito) e ovviamente non possono concedersi il lusso di trascorrere 1 ora di relax in gruppo, sedute al tavolino di un Mac.

E se guardate negli occhi le ragazze, diciamo nella fascia 15-20 anni, vedrete che differenza tra lo sguardo delle indiane di Bikaner, di Jodhpur, di Udaipur rispetto allo sguardo delle indiane della parte moderna di Delhi: le prime sembrano semplicemente rassegnate al loro destino, le ultime invece sembrano spensierate e felici, come si dovrebbe essere a quell’età, ovviamente.

…e questo era il racconto del nostro viaggio in India, 18 giorni in Rajasthan ed a Varanasi, che si trova nello stato di Uttar Pradesh. Spero lo abbiate trovato utile.

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