U.S.A. West

3 settimane a spasso nel West – il viaggio di Teo e Anna (2007)

24 Luglio: si parte ! Il volo MXP-Philadelphia-LAX (US Airways prenotato a settembre ’06 a 750 euro) non fa un minuto di ritardo, anche le valigie arrivano dopo neanche 30 minuti, compresa la nostra tenda Quechua 3 seconds (quella che si monta da sola…). Andiamo subito a ritirare l’auto da Alamo, prenotata qualche mese prima dal broker it.autoeurope.com. Ritiriamo un bel SUV Toyota RAV4, che terremo per 22 giorni a 550 euro con tutte le assicurazioni di questo mondo ed un guidatore aggiuntivo (mia moglie). La giornata si conclude andando al motel 6 attaccato all’aeroporto.

25 e 26 Luglio: Partenza verso LAS VEGAS, si comincia a macinare km !! Arriviamo in circa 4 ore, giornata spettacolare, facciamo anche la prima colazione da Denny’s. Alloggiamo al Paris, esattamente a metà* della Strip. E’ un po’ più caro della media (tipo 120 euro a notte) ma la stanza è molto bella e poi la posizione è veramente OK. Macchina al valet parking (facciamo i signori), rinfrescatina e poi via a girare la città* a piedi.

Il PARIS, nostro albergo a Las Vegas:
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Non racconto le solite cose da vedere a LV perchè sono stra-famose (bellagio fountains per citarne solo una). Noi ne approfittiamo per vederci qualche spettacolo del Cirque du Soleil. Ci vediamo “O” la prima sera, dentro al Bellagio, e “KA” al MGM la sera successiva. Il resto del tempo trascorso a Las Vegas lo passiamo tra un casinò e l’altro (ovviamente) e a fare shopping agli Outlet Center poco a sud della Strip, dove troviamo un’ po di cose interessanti…

27 Luglio: Lasciamo Las Vegas di buon’ora per andare a Zion, primo dei Parchi Nazionali che abbiamo visitato.

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27 Luglio: oggi andiamo a Zion ! E proviamo anche il primo pernottamento in campeggio nella nostra tenda ! Il mitico TomTom ci giuda senza problemi fino a destinazione (Springdale), dove prima di tutto piantiamo la nostra tenda nella piazzola che ci è stata assegnata al campeggio Zion Campground (http://www.zioncamp.com). Poi ci dirigiamo verso il parco con lo shuttle che fa la spola tra tutti gli alberghi della zona esterna al parco. Decidiamo di intraprendere il sentiero verso le Emerald Pools…cominciamo a camminare ed il tempo si rovina…arriviamo alla Middle Pool e troviamo poco più di un rubinetto sgocciolante che piove dall’alto. Durante 5 minuti di pausa comincia a piovere…e piove…e piove. Noi cerchiamo riparo scendendo qualche decina di metri verso il fondo valle. Improvvisamente, dopo 20 minuti buoni di attesa, sentiamo un rombo provenire dall’altro, e due torrenti in piena di acqua sostiutiscono il rigagnolo di poche ore prima (vedi foto).

Le cascate che precipitano dalle “Middle Emerald Pools” dopo il diluvio:
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Il sentiero per tornare alla base passava proprio sotto quelle due cascate, e come si può bene immaginare, ci siamo inzuppati dalla testa ai piedi. Torniamo al campeggio, doccia ristoratrice, e ci apprestiamo a cucinare sul fornelletto da campeggio la nostra prima cena nella natura… riso e chili e birra ! Tutto va per il meglio (anche la pioggia alle Emerald Pools si è tramutata in avventura !) e la giornata finisce addormentandoci nella nostra tenda.

28 Luglio: ZION – Giornata stupenda, oggi ci imbarchiamo nella salita dell’Angels Landing..che percorriamo nella sua interezza, ammirando paesaggi veramente meravigliosi. La camminata è difficile senza dubbio, ma niente che una persona che ogni tanto faccia una sana e lunga camminata in montagna non possa sopportare. Il cielo è di un blu stupendo, il famoso blu dei cieli dello Utah (le foto non rendono giustizia).

La “Cresta” che si deve scalare per arrivare in cima all’Angels Landing:
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Il panorama magnifico che si gode dalla cima dell’Angels Landing:
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Concludiamo il giro in 4 ore, torniamo al campeggio, facciamo i bagagli e partiamo verso Bryce, dove arriviamo in un paio di ore abbondanti.

28 Luglio: Arriviamo a Bryce senza grossi problemi. Troviamo il nostro campeggio dentro il parco, meraviglioso, sembrava di essere da soli talmente tanto spazio c’era tra una tenda e l’altra… Montiamo il nostro campo e ci affacciamo subito sull’anfiteatro di Bryce…molto bello, sebbene la passeggiata del giorno dopo ce lo faccia piacere molto di più. Ci prepariamo la nostra cena (hamburger sulla griglia) e andiamo a dormire…che freddo ! Meno male che abbiamo i sacchi a pelo.

29 Luglio: Ci svegliamo di buon’ora, come sempre in campeggio, e ci dirigiamo subito verso l’inizio del Navajo Loop. I primi metri in discesa sono meravigliosi…il cielo blu intenso, nessuno nei paraggi, bellissimo ! Il trail scende fino al fondo valle, dove passeggiamo praticamente in un boschetto. QUesta è la parte più noiosa del trail (il fondo valle intendo). Andiamo verso Wall Street fino a dove il trail è interrotto per la frana, torniamo indietro e risaliamo il trail dal lato del Thor’s Hammer (vedi foto) che ci offre un altra visuale spettacolare. Bellissimo questo trail, anche se quando lo finiamo, verso le 11:30, c’è un sacco di gente in giro. Pranziamo in campeggio e, ormai la stanchezza accumulata si fa sentire, quindi decidiamo di passare il pomeriggio dormendo un paio di ore e poi sbrigando le faccende classiche del campeggio (doccia, lavanderia e mini-spesa per la cena). Anche oggi ceniamo fuori dalla tenda a lume di candela ed andiamo a dormire…domani ci aspetta un lungo tragitto verso Arches !

Il Thor’s Hammer (sulla sinistra) risalendo dal Navajo Loop:
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30 Luglio: oggi dedichiamo buona parte della giornata al trasferimento verso Arches percorrendo la UT-12 ed UT-24, strade panoramiche, a lenta percorrenza, che ti fanno attraversare molti paesaggi sconfinati, a volte brulli, a volte rigogliosi. Incontriamo mucche, torelli, cerbiatti che ci attraversano la strada o che semplicemente si affacciano sui bordi. A mio parere, tuttavia, dopo i primi 90 minuti la strada diventa un po’ noiosa (forse perchè ci si stanca di guidare e si perde la voglia di osservare il paesaggio circostante) e sinceramente penso che a tornare indietro non la rifarei preferendo una veloce Interstate. Facciamo una tappa alla Goblin Valley (bella) ed infine arriviamo a Moab, dove pernottiamo in un Motel 6 (solo per stanotte, da domani si torna a campeggiare !). Usciamo e visitiamo Canyonlands, con il suo Overlook e Mesa Arch. Entrambi molto belli e semplici da raggiungere.

Il Grand Overlook di Canyonlands:
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Ceniamo in steak house e dormiamo in un letto tradizionale, in attesa della giornata di domani dedicata ai trail dentro Arches !!

31 Luglio: colazione da Dennys e via dentro ad Arches, dove iniziamo sparandoci il trail per il Landscape Arch ed il Double O arch. Molto bello il trail…forse è più bello il trail in sè stesso che i due archi in questione (no, non è vero il Landscape è molto bello).

Il Landscape Arch:
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Rientriamo alla base e ci dirigiamo verso il “Devil’s Campground” , il campeggio del parco nazionale, dove abbiamo prenotato una piazzola per questa notte. Il nome “Campeggio del Diavolo” rende bene l’idea del posto in cui abbiamo campeggiato (vedi foto)

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Montiamo la tenda, ci riposiamo, ed intorno alle 16:30 ci dirigiamo verso l’inizio del sentiero per il Delicate Arch. Abbiamo molte aspettative per questo luogo (Che, lo dico subito, saranno interamente soddisfatte). Percorriamo il trail un po’ di corsa perchè un fronte nuovoloso non proprio amichevole si avvicina in fretta… arriviamo al Delicate e rimaniamo a bocca aperta da questo spettacolo della natura. Non dirò altro perchè non serve (notare solo l’omino in basso a destra nella foto per avere una idea delle dimensioni dell’arco).

Il mitico Delicate Arch:
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Spettacolare !!!
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Torniamo indietro verso le 19:00 e ci apprestiamo ad una grigliata visto che la temuta tempesta si è dissolta nel nulla.

01 Agosto: oggi si comincia male…il navigatore TomTom ha tirato le cuoia e ci ha lasciato a noi stessi ! Meno male che avevo stampato tutte le indicazioni stradali da casa (fondamentale) !!! Ci dirigiamo verso la Monument Valley. Prima di arrivare, facciamo una deviazione per il Goosenecks State Park e per Muley Point. Decidiamo di saltare la Valley of the Gods, sebbene abbiamo un 4×4, per non fare le cose troppo di corsa. Siamo ripagati della scelta che abbiamo fatto. Siamo rimasti a goderci Muley Point in silenzio e completa solitudine, con calma, senza fretta, per oltre 30 minuti, facendoci anche il nostro pranzo con pane e salumi presi al supermercato. La deviazione tutto sommato non porta via più di un paio di ore, e vale veramente la pena.

Goosenecks (unione di 3 scatti, fatti col cavalletto):
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Muley Point:
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Arriviamo alla monument (bellissima la strada che ci porta alla Monument arrivando da Nord, quante foto !!!), resistiamo alla tentazione di buttarci subito dentro il parco e andiamo al campeggio di oggi, il Goulding’s Campground proprio di fronte all’entrata della Monument. Sbrigate le pratiche di “setup” della tenda, ci fiondiamo nel parco. Chiaramente molto bello, come da cartolina, rimaniamo forse un po’ delusi dalle poche possibilità* di percorrere a piedi questo parco (a parte i 4 passi che puoi fare scendendo dalla macchina nei vari view points).

La strada verso la Monument:
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La Monument (dal Visitor Center):
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La Monument (dalla sterrata):
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Bello comunque, vale la pena fare il classico giro in macchina (magari non tutto…non ricordo punti degni di nota oltre al John Ford’s Point). Rientriamo in campeggio e ci spariamo gli ennesimi hamburger sulla griglia. Domani si va a Page (in albergo)…

02 Agosto: oggi ci dirigiamo a Page, dove trascorreremo 2 giorni e mezzo, nella comodità* di un albergo (ogni tanto ci vuole), il mitico Motel 6. Appena arrivati, dedichiamo del tempo a girare per benino un supermercatone Wal-Mart, che avevamo già* visto ma con molta fretta vista la nostra impazienza di fiondarci nella natura. Oggi invece abbiamo tempo, quindi con calma ! Rimaniamo stupiti (come tutti gli italiani d’altronde) dalla varierà* e dalle dimensioni dei cibi americani, dalle bevande alle cose per la prima colazione ecc. Mangiamo da Taco Bell (una porcheria secondo il giudizio unanime mio e di mia moglie, ma a qualcuno piacerà* sicuramente) e ci fiondiamo verso l’HorseShoe Bend. Lo troviamo senza problemi, ci facciamo questa passeggiatina che in confronto a quelle precedenti sembra veramente un gioco da ragazzi. Il posto è molto bello…emozionante…non è in cima alla mia lista ma sicuramente vale la pena e sarebbe un enorme sbaglio perdersi questo posto. Ci attardiamo a riempirci gli occhi di questa meraviglia e poi via verso casa, stasera abbiamo deciso di farci del male in una pizzeria italiana (strombolli’s), peccato che di italiano non ci sia proprio un bel niente… sopravviviamo alla pizza che ci viene propinata e via a nanna.

Horseshoe Bend:
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Horseshore Bend:
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03 Agosto: oggi altra giornata di relax, da dedicare ad un po’ di shopping per qualche regalino da portare in italia. Alle 11:30 inoltre ci aspetta il tour dell’Antelope Canyon, prenotato da casa. E qui viene il bello (Anzi, il brutto…) l’antelope canyon (upper) è affollato come i centri commerciali il sabato pomeriggio. Sebbene il posto possa essere stato bello, il ricordo è stato completamente cancellato e sostituito dal fastidio di dover correre dall’inizio alla fine del Canyon per non intasare i tour che ci seguivano. Chiaramente, con tutta la fretta che ci hanno messo addosso, neanche una foto è venuta bene e quindi non ne metto nessuna. Inutile dire, per concludere, che il posto è sicuramente molto bello, ma se continuano a sfruttarlo in un modo così selvaggio, non vale neanche la pena di andarlo a vedere. Tornati a Page, un po’ per la stanchezza, non ce la siamo sentita di andare al lower antelope canyon (forse è stato un peccato…).

04 Agosto: oggi ci aspetta The Wave, e siamo emozionati come due ragazzini per l’avventura che ci aspetta. La giornata è spettacolare, meglio ancora. Ci dirigiamo verso kanab, muniti di 7 litri di acqua e 1 litro di gatorade e tutta l’attrezzatura da trekking (scarponi, cappelli di paglia, occhiali da sole, creme, bussola, mappe ecc.ecc.). Iniziamo il nostro percorso alle 8:00 circa. Nel parcheggio ci sono solo 2 auto. Seguiamo le indicazioni che abbiamo ricevuto per posta dalle autorità* che rilasciano i permessi per visitare questa meraviglia…

I paesaggi che si attraversano mentre si cammina per arrivare a The Wave:
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La strada percorsa per arrivare a The Wave (non cercate il sentiero, perchè…non c’è !!!!)
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The Wave, uno scorcio:
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The Wave, un altro scorcio:
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The Wave, in tutto il suo splendore
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Rientriamo alla macchina dopo 5 ore dalla nostra partenza. Ci mettiamo in macchina e, stanchi ma contenti. ci dirigiamo verso il Grand Canyon… (solo un matto dovrebbe mettersi in macchina e fare 260 km dopo una camminata come quella per The Wave, ma purtroppo oggi era l’unico giorno per cui c’erano ancora due permessi disponibili per The Wave…e quindi non avevamo scelta !!!

04 Agosto: lasciamo the wave per arrivare al Grand Canyon, dove alloggiamo nel campeggio dentro al parco (Mather Campground). Non resistiamo alla tentazione di affacciarci da qualche viewpoint ancora prima di aver piantato la nostra tenda, ma purtroppo il grand canyon nonci entusiasma…

Sarà* la foschia che rende il panorama offuscato, sarà* che veniamo da un hike eccezionale come quello di The Wave, fatto sta che dopo meno di 5 minuti decidiamo di lasciare il balconcino e andare in campeggio…speriamo che domani mattina, riposati, il GC ci faccia una migliore impressione.

05 Agosto: questa mattina visitiamo subito, verso le 8:00, un paio di view points ma le nostre impressioni non cambiano rispetto al giorno prima. A malincuore, visto che non ce lo aspettavamo, decidiamo di velocizzare lo spostamento verso Las Vegas Downtown…fra l’altro ci aspetta anche la route 66 !!!

Questa è la migliore foto che sono riuscito a scattare al GC:
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Raggiungiamo i paesini della route 66, dove visitiamo Williams e Seligman. Ottimo posto per acquistare souvenir da portare agli amici (bandane, portachiavi, calamite, targhe…). Entrambi i paesini da noi visitati, a parere mio, possono portare via 3-4 ore massimo (compresa sosta per il pranzo – RoadKill Cafè a Seligman da provare).

Riprendiamo la strada ed arriviamo a Downtown Las Vegas, dove soggiorniamo in hotel. Vediamo lo spettacolo di luci e suoni “Fremont Street Experience” che si tiene ogni 30 minuti. Bello, come pure bella è la via Fremont con i suoi alberghi più a misura di uomo rispetto a quelli sulla Strip.

Uno spettacolo del Fremont Street Experience (è mossa, ma rende bene l’idea, penso…):
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Dopo 3 spettacoli del Fremont Street Experience (più che sufficienti), prendiamo la macchina e andiamo a dare un ultimo saluto alla Strip, le fontane del bellagio, il vulcano del mirage ecc. ecc.

06 Agosto: oggi ci fiondiamo verso la Death valley. Prima però ci fermiamo (oltre che da Dennys) a fare shopping in una specie di centro commerciale sulla Strip, dove c’è il negozio della Apple e dove compriamo un Ipod approfittando del cambio favorevole.

Per la Death Valley abbiamo aspettative abbastanza basse questa volta, non crediamo di poter vedere qualcosa di veramente speciale in questo posto (Anche condizionati dai commenti di amici che ci sono stati e che hanno detto che bisogna solo guidare attraverso la valley e niente di più)…

Invece, con grande stupore (al contrario di quello che è successo per il Grand Canyon) io e mia moglie ci troviamo ad ammirare con i posti magici che la Death Valley ci permette di scoprire: Zabriskie Point, Devils’ Golf Playground e Badwater… meravigliosi veramente. Sembra di stare in un altro pianeta. Soffia un vento che non avevo mai sentito in vita mia per intensità* e calore. Qualunque panno fradicio si asciugherebbe in pochissimi minuti, incredibile. Il campo da golf del Diavolo poi è veramente una emozione. Eravamo soli ad ammirare questo posto “lunare”. Bellissimo. Nella graduatoria dei posti più belli, poco sotto The Wave ed il Delicate, viene Death Valley.

Devil’s Golf Playground (sotto ai piedi di mia moglie è tutto uno strato di sale spesso 5-10cm, ricoperto da un sottile strato di terra):
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Badwater (tramonto):
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Badwater (tramonto):
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Aggiungo una nota “logistica”: è bene arrivare alla Death Valley per la seconda metà* del pomeriggio (dalle 17:00 in poi) per due motivi…1) il sole non è a picco e 2) i colori al tramonto rendono i luoghi “più fotografabili”

Rimaniamo a dormire dentro la valle, in hotel a Stovepipe Wells Village. Incredibile, anche di notte, un caldo micidiale, sembra di stare in pieno giorno tranne per la luce del sole (che non c’è…)

07 Agosto: lasciamo la Death Valley in direzione Yosemite ! Abbiamo proprio voglia di tornare a vedere un po’ di vegetazione, di acqua che scorre e di flora/fauna montana… La strada da fare è tanta ma scorre piacevolmente. E’ bello vedere come gradualmente il paesaggio cambia dal deserto alla montagna. Facciamo il Tioga Pass, vediamo il Tenaya Lake dove ci fermiamo per il pranzo al sacco (mia moglie si bagnia i piedi nel lago e dice che non è freddo…mah, io non ci credo !).

Arriviamo infine a Yosemite Village, dove ci accampiamo per 3 notti al North Pine Campground. Qui, a differenza di tutti gli altri campeggi visti finora (quelli gestiti da NPS intendo), le tende sono una MOLTO vicina all’altra…”che strano”, ci diciamo, “neanche al Grand Canyon le tende erano così ravvicinate”… mah. Un ranger ci avvicina chiedendoci la reservation per il posto tenda, e ci informa sulle pratiche dei campeggi di Yosemite in merito agli orsi. Noi apriamo le orecchie per non farci sfuggire una parola… e capiamo di dover chiudere tutto il cibo in grossi contenitori di ferro che sono in dotazione a ciascun posto tenda, di dover togliere qualunque cosa dalla macchina per non rischiare che un orso ce la distrugga per entrarci dentro, e cose del genere…vedi foto trovata su Internet

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Alla nostra richiesta di sapere se c’era effettivamente rischio che un orso facesse visita al campeggio, il ranger ci guarda come per dire: “state scherzando ???? se ci sono possibilità* che un orso venga a visitare il campeggio ??? Ma è la NORMA !!!!” e ci indica il bosco alle spalle della nostra tenda dicendo che quella è “wilderness”, e che quindi gli orsi arrivano da li per entrare nel campeggio (che non è recintato) e cercare da mangiare. Ci lascia anche dei volantini su come comportarsi se si incontra un orso e ci saluta…speriamo in bene !!

Vabbè per farla breve, quella notte il nostro campeggio riceve la visita di non uno ma ben 2 orsi…lo si capisce perchè ad un certo punto metà* del campeggio si sveglia (basta che ci sia qualcuno che va in bagno e vede l’orso per dare un segnale e si svegliano praticamente tutti) e comincia un casino infernale fatto di torce accese, di stoviglie che sbattono (Sempre per spaventare l’orso). Dopo pochi minuti tutto torna alla calma. Dico la verità*, quando il trambusto era mooolto vicino alla nostra tenda, non abbiamo avuto cuore (E fegato) di uscire e siamo rimasti dentro. Anche le notti successive gli orsi hanno fatto la loro visita, ma sempre in zone del campeggio ben distanti dalla nostra tenda.

Tornando alla visita del parco, il giorno del nostro arrivo noleggiamo le bici al Curry Village e ci facciamo un giro del fondovalle, scoprendo con tristezza che tutte le cascate sono assolutamente ASCIUTTE !!!! Peccato, ma d’altronde ce lo aspettavamo !

08 Agosto: Oggi andiamo a Glacier Point, dove iniziamo con i trail a piedi che ci portano a Taft Point e Sentinel Dome. Belli entrambi. Poi andiamo ad affacciarci dal balcone di Glacier Point che ci fa vedere la valle con il cupolone dell’Half Dome (nostra meta di domani) e con piacere scopriamo che la Vernall e Nevada Fall hanno un po’ di acqua.

Mia moglie (che chiaramente non soffre di vertigini) da Taft Point:
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Il mitico Half Dome da Glacier Point:
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09 Agosto: fino a ieri l’idea era di svegliarci verso le 5:00, breve colazione e poi via verso la cima dell’Half Dome…beh le cose sono un po’ cambiate, visto che le camminate di ieri ci hanno fatto capire che stiamo un po’ soffrendo di “altitude disease”, cioè praticamente il fatto di essere ad alta quota ci rende più difficile camminare e favorisce nausea e mal di testa…un volantino del parco lo spiegava ! Inoltre questa notte ci siamo svegliati alle 00:00 ed alle 03:00 per le visite dei simpatici orsi… vabbè, alla fine decidiamo di partire con calma (ma non troppo) e di decidere man mano che saliamo il percorso.

Ci spariamo quindi la coppia di cascate Nevada e Vernall (non ricordo l’ordine esatto, sorry) fino alla loro cima. A questo punto, le pozze di acqua, l’ora di pranzo, il sole tiepido ci fanno desistere dal tentare di proseguire la salita verso l’Half Dome e ci sistemiamo comodi al meglio per gustarci il nostro pranzo preparato ieri sera con i resti della grigliata (hamburger e hot dogs). Mangiamo con tutta calma ed iniziamo la discesa.

FOTO SOTTO: Le cascate (Nevada o Vernall ? Non ricordo) viste dal John Muir Trail mentre scendevamo a valle. Il “signore” di spalle sulla sinistra della foto è l’Half Dome…sarà* per un’altra volta !
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Il giretto (Salire dal Mist Trail e scendere dal John Muir Trail) comunque non è proprio semplice, e quindi arriviamo alla base belli cotti anche noi, figuriamoci se avessimo provato a salire fino all’Half Dome ! Programma della serata: doccia, riassetto della tenda, pizza all’aperto alla mini-pizzeria del curry village.

La mattina dopo si riparte per San Francisco ! Si torna alla civiltà* ed al caos ! Mentre usciamo dal parco, una simpatica famigliola di …(alci, cervi, cerbiatti ??? scusate ma non so dare il nome esatto a questo animale) ci saluta ruminando beatamente a pochi metri dal ciglio della strada.

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10 Agosto: oggi siamo in marcia verso San Francisco. Non vediamo l’ora di vedere i leoni marini, il golden gate, i cable cars, di mangiare il granchio e di passeggiare in bicicletta.. Tutte cose che faremo e vedremo…alcune con soddisfazione, alcune meno (leggasi: il giro in bici).

Arriviamo a San Francisco attraverso il Bay Bridge, raggiungiamo il nostro Travelodge Golden Gate. La linea 30 degli autobus cittadini si può prendere alla Chestnut, la via parallela all’albergo, e ti lascia direttamente a Ghirardelli Square, all’inizio del Fisherman’s Wharf.

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Da li comincia una passeggiata che ci porta al mitico Pier 39, pieno di negozietti OTTIMI per tutti gli acquisti (souvenir) da portare a casa…cappelli, magliette, felpe, tutto con la scritta “San Francisco” piuttosto che “Alcatraz” ecc. Chiaramente il Pier 39 è lo stereotipo della trappola per turisti, ma basta saperlo, e ce la si gode comunque.

La colonia di leoni marini è veramente troppo simpatica, si potrebbe stare per sempre a guardarli:
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Noi facciamo il nostro giretto e ceniamo al Crab House, sul piano rialzato del Molo 39, prendendo un Killer Crab per due persone (buono, ma il sapore dell’aglio era decisamente troppo forte). Rientriamo in hotel (Sempre con la linea 30) e ci addormentiamo…domani ci aspetta il centro (Union Square) per lo shopping ed una bella passeggiata in bici attraverso il Golden Gate

11 Agosto: ci svegliamo in una San Francisco COMPLETAMENTE avvolta nella nebbia, un freddo micidiale, pazzesco ! Ci infiliamo, per prima cosa, in un IHOP (International House of Pancakes) dove cerchiamo di fare una colazione equivalente a quella di Denny’s, ma senza riuscirci…Dopo ci spariamo in Union Square per lo shopping. Mangiamo alla Cheesecake factory che si trova dentro i grandi magazzini Macy’s (altro posto da consigliare, la Cheesecake Factory intendo, non Macy’s che non ho neanche visitato).

Con grande stupore, notiamo con piacere che il forte vento che soffia incessantemente da quando siamo arrivati si sta portando via velocemente la cappa nuvolosa sulla città*, e sta per tornare un bellissimo cielo azzurro.

Infatti, quando l’autobus ci lascia a Fisherman’s Wharf, le nuvole sono scomparse al 100% ! Bene, ottimo ci diciamo, siamo pronti per un giro in bici. Scegliamo un posto qualunque dove noleggiare un paio di bici (ce ne sono diversi sul lungomare), ci facciamo dare una piantina e ci facciamo spiegare l’itinerario che ci dovrebbe portare senza sforzo dal Pier 39 attraverso il Golden Gate e quindi alla pittoresca cittadina di Sausalito da dove poi un battello ci avrebbe riportato nella zona di partenza. Difficoltà* del percorso (ci dicono): minima, solo una lieve salita per entrare sul Golden Gate.

E allora via che si va ! Pedaliamo in direzione del ponte, allunghiamo un pochino per andare lungo una passerella di cemento per avere una migliore visuale di Alcatraz…

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Rientriamo sul percorso previsto, che costeggia il mare dove molti fanno jogging, portano a spasso il cane, oppure semplicemente passeggiano sulla spiaggia. E qui comincia il bello…il percorso che costeggia la spiaggia ha le seguenti caratteristiche negative:
1 – è in leggerissima ma costante salita
2 – è completamente contro vento
3 – è vicino alla spiaggia, quindi come conseguenza del punto precedente, ti trovi con 1 kg di sabbia dentro ciascun occhio.

Prendiamo fiato in uno spiazzo dove scattiamo questa foto, alle spalle il Golden Gate che ci attende (minaccioso)

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Con una fatica mostruosa direi (dobbiamo scendere dalla bici e portarla a mano diverse volte) riusciamo a salire sul ponte e cominciare la pedalata per attraversarlo. Anche il ponte (pure se non sembra) è in leggerissima salita per quasi 3/4 della sua lunghezza (chissà* se si vede dalla foto).

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Solo alla fine scende delicatamente verso la riva opposta. Il tratto che porta a Sausalito è vero, è in discesa, peccato che il percorso coincida con l’autostrada !!! Arriviamo a Sausalito e, arrabbiati per la fatica e stanchi morti, ci buttiamo sul primo traghetto che ci deve riportare alla partenza. Ci godiamo il tragitto, riposandoci delle nostre fatiche, e quando torniamo a restituire le bici e dobbiamo pagare, quasi sveniamo davanti agli 88$ di conto finale !!!

Anche stasera ceniamo in un ristorante del Pier 39 (Fog Harbour) molto carino esteticamente, ma molto scarso come qualità* della cucina (mangiamo delle code di aragosta bollite che sanno di POLLO alla PIASTRA !!!). Dopodichè…a nanna..domani ci aspetta il parco delle Sequoie, l’ultima meraviglia naturale del nostro viaggio nel West…

12 Agosto: terminiamo velocemente il giro di San Francisco percorrendo in auto la Lombard Street nel suo tratto più “tortuoso” e seguiamo anche un tratto della linea del Cable Car per percorrere qualcuna delle mitiche salite tipiche delle “Strade di San Francisco”. Detto questo, via verso il Sequoia National Park !

Arriviamo verso le 16:00 (da quando lasci l’ultimo paesino fino a quando arrivi al parcheggio per il Generale Sherman non ti passa più…). Lasciamo l’auto al parcheggio (questa è l’unica volta che non abbiamo piantato la tenda prima di andare in giro per un parco) e ci incamminiamo per visitare queste creature così particolari. Dico la verità*: a prima vista, non fanno poi una impressione così grande queste sequoie…ma poi, pian piano, mentre ci si cammina in mezzo, percorrendo il Congress Trail, ci si “fa l’occhio” per così dire, e ci si rende conto che sono veramente enormi.

Eh si, non si può proprio dire che siano piccole…
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La qualità* di questa foto è terribile, ma forse rende bene l’idea delle dimensioni… (il tondino arancione è opera mia…post-produzione fotografica)
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Una giovane ranger spiegava ai turisti radunati davanti al Generale Sherman del perchè e percome le sequoie sono così grandi ecc. ecc.  Terminato il giro del Congress Trail (pavimentato come una strada per auto, quindi percorribilissimo) rientriamo al parcheggio. Soddisfatti, anche se non abbiamo fatto chissà* quali giri, perchè è il penultimo giorno di vacanza ed in effetti, anche se non lo ammettiamo, siamo fisicamente un po’ provati.

La mattina dopo ci svegliamo, ancora una bellissima giornata, sbaracchiamo il tutto e ci mettiamo in macchina con destinazione Los Angeles, dove domani mattina prenderemo l’aereo che ci porterà* a casa…

13 Agosto: trasferimento verso Los Angeles, dove arriviamo nel primo pomeriggio. Sbarchiamo al Motel 6 vicino l’aereoporto. Dedichiamo il pomeriggio ad andare in aeroporto per due motivi:
1) abbiamo perso il foglio di prenotazione del volo di rientro, e non ricordiamo a che ora è il nostro volo
2) mia moglie ha perso il foglietto verde che ti lasciano quando arrivi e che devi riconsegnare quando parti, e vorremmo sapere se si può fare qualcosa in proposito

Al banco della U.S. Airways ci mettono 30 secondi a stamparci il nostro itinerario di domani, mentre per il secondo problema ci rimandano all’ufficio immigrazione (INS) per chiedere info. L’impiegato (un militare) molto gentilmente ci dice che non possono farci niente, che per rientrare in Italia non ci saranno problemi e che, se un domani dovessimo tornare in USA, se ci dovessero essere problemi alla frontiera, di fare vedere la carta di imbarco (che dobbiamo conservare) del nostro volo di rientro in Italia…

Rassicurati da queste info, ci fermiamo in un Pizza Hut per la nostra “ultima cena” americana. Rientriamo presto in albergo per rifare tutte le valigie (non le abbiamo mai disfatte completamente) e per andare a letto presto. Domani alle ore 6:30 parte il nostro volo per l’Italia !!

Alle ore 21:00 andiamo a dormire, alle 03:00 del 14 Agosto suona la sveglia, alle 03:30 siamo davanti alla riconsegna vetture Alamo, alle 4:00 siamo in aeroporto ad aspettare che aprano i check-in. Tutto fila liscio… partiamo per Philly, poi per Milano, dove arriviamo (sia noi che i nostri bagagli) il 15 Agosto in perfetto orario… e così finisce una vacanza che sognavo di fare da almeno 10 anni…


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